La pastorella e il ‘900

 

Forse vado al cinema per scrivere un post. Non ho niente altro da dire, niente da inventare, così aspetto, aspetto una storia raccontata da altri, una storia da suggere immerso in una grande sala buia, tra sconosciuti in silenzio, che come me fratelli della stessa cucciolata suggono alla stessa mammella calda e prodiga: il Cinema.

Così vi parlo di un film che mi ha emozionato. Lucia è una pastorella, pascola un piccolo gregge di capre nere, esce da un tugurio scuro di prima mattina ed è nella luce, nella luce accecante dell’Isola Azzurra, si inerpica tra le rocce, su dirupi a strapiombo su un mare celeste che sembra avvolgere tutto. Lucia ha una faccia caravaggesca, guida e talvolta tira via per le corna gli animali che governa, li richiama con versi brevi ed acuti, ha due profondi occhi scuri, il broncio duro delle adolescenti, avida esploratrice di un mondo da scoprire anche se è solo una selvatica isolana. Così viene raccontato questo personaggio, con il contrasto tra buio e luce che si alternano nelle sue giornate. E’ buio il suo ambiente domestico, in una casa che assomiglia ad una caverna, legata stretta da vincoli tradizionali che non sembrano farla respirare, che mal sopporta, anche se non sa ben in virtù di quale alternativa. E’ luminosa invece la sua giornata al pascolo, sembra di sentire l’odore soave delle erbe che brucano le sue capre, in un’isola paradisiaca: Capri.

Ed è in queste giornate vissute immersa in una natura benigna, lontana da una società che non sembra essere per lei ugualmente accogliente, è qui che fra tramonti liquidi ed arcobaleni nuvolosi, Lucia incontra gli alieni. Li spia da lontano, li osserva incuriosita, è fatalmente attratta da questa strana comunità di angeli. Così devono apparirle questi strani giovani biondi che parlano un’altra lingua, che praticano strani riti per adorare divinità che invece lei ben conosce: il sole, la luna, la pioggia, la Natura insomma.

Martone (il regista) ci racconta la storia di questa ragazzina che a Capri nel 1914 conosce una comunità di giovani artisti middle-europei che scelgono l’isola come sede della loro comunità. Una comunità nella quale sperimentano un modo rivoluzionario di stare insieme, pacifico, a stretto contatto con la natura ed ovviamente alternativo alla violenza di cui l’Europa sta per diventare inesorabilmente preda con l’inizio della Prima Guerra.

Così la storia di questa ragazzina, la sua personale evoluzione e crescita, diventa una metafora sulle grandi questioni del Secolo Corto: il militarismo, il socialismo, il pacifismo, la violenza, la compassione. Il film è un trattato di filosofia storica, affronta problemi che nascono in quegli anni, senza soluzione ancora attuali, e li sviluppa, li narra, senza mai però salire in cattedra, senza mai cadere nella didascalia, ma immergendoci in queste prospettive esistenziali contrapposte emozionandoci con la luce, come si può fare al cinema.

Una grande interpretazione di Marianna Fontana, una delle gemelle di Indivisibili, di cui già parlammo qui. Un bel film che emoziona, che fa pensare, che fa sperare.

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29 risposte a La pastorella e il ‘900

  1. massimolegnani ha detto:

    ben venga il Cinema se ti mantiene aperta la vena della scrittura.
    e poi deve un gran bel film 🙂
    ml

  2. sherazade ha detto:

    In fondo oltre al cinema alla bella musica è alla buona lettura non certo quella dei quotidiani di cos’altro potremmo parlare?
    Del Natale di queste feste che ci stanno un po’ strette perché tutto il mondo così immenso da rifiutarlo Ci sta stretto.

    Serene feste amico caro e grazie di questo bel respiro che mi hai dato alle 0000🌲🌲🌲

  3. newwhitebear ha detto:

    non vado al cinema ma il cinema attraverso te arriva a me.
    Serene feste

  4. elettasenso ha detto:

    È proprio il film che amerei vedere. La tua scheda mi ha acuito la voglia. Grazie

  5. E’ da un po’ che non vado al cinema… ma mi porto a casa i film e me li guardo con un proiettore… lo so, manca tutto l’aspetto della visione in gruppo e via dicendo, ma io il gruppo, non è che lo amo molto. Il film che racconti non l’ho visto, ma credo mi piacerebbe e lo andrò a cercare. Gli alieni artisti non dovrebbero fare grandi danni… o sì?

    • rodixidor ha detto:

      Dai, supera l’inerzia, compra un biglietto, entra in una sala scura ed affollata ed immergiti in questo film. Poi ovviamente aspetto di conoscere il tuo giudizio. Il Cinema è un rito.
      Grazie di esser passata di qui. Auguri 🙂

      • C’era un tempo in cui ci andavo spesso… tipo tre volte alla settimana. Ci andavo di pomeriggio quando davano qualcosa di interessante. In estate i cinema nel pomeriggio sono quasi vuoti… Mi piaceva anche per quello. Poi mi sono trasferita in un paesino sui monti a 20 km da un piccolo cinema che apriva poco e per i turisti. Non mi piaceva. Così ho preso l’ abitudine di guardare i film a casa… È un’ ottima abitudine per una come me. Ne vedo uno nuovo a settimana, il giovedì, e ne rivedo sei già visti negli altri giorni.giorn, alla sera, dopo le 20.

  6. Pago, ovviamente… Contribuisco, non li scarico, li compro in dvd. ☺ Aspetto che scendano i prezzi e poi li vado a cercare… Con la pastorella farò così.

  7. Pendolante ha detto:

    fatico a credere che tu non abbia altro da dire, ma intanto godiamo delle tue visioni e recensioni cinematografiche. Auguri di Buone feste Rodix

  8. apheniti ha detto:

    Non solo nel mio paese non c’è una sala.. Nel multisale del paese accanto il film non è in programmazione! :’D
    Ottima recensione, vedrò di procurarmelo il prima possibile. E buone vacanze!

  9. Stefi ha detto:

    Anche solo la faccia caravaggesca invita ad andare.
    Oltre al resto che ci racconti.
    Buon anno rodix, a te, a i tuoi film, alle tue parole.
    S.

  10. biondograno70 ha detto:

    “Forse vado al cinema per scrivere un post. Non ho niente altro da dire, niente da inventare”

    …sorrido per non dire altro…
    perchè il tempo ci rende schiavi e inconsapevolmente ignari di ciò che non ci lasciamo dietro.
    …ti ho fatto il buon anno? che qua… il Tempo pare sempre fermo al km indietro.

    bacio

    m.

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