Talvolta

Sulle rotatorie capita, talvolta. L’imbocchi, giri, e quando sei dentro non trovi quale è l’uscita  giusta. Ed è un attimo e tu potresti essere ovunque perché la rotazione ti ha privato dei riferimenti, guardi la prima uscita ma non la riconosci, poi la seconda la trovi uguale alla precedente, come la terza. Come ne esci? Speri che nessuno abbia notato il tuo smarrimento, forse l’auto dietro ti ha visto rallentare troppo. Fortuna che una rotatoria la puoi ruotare tutta e ti rassicura l’idea che potresti ruotarla per quanto tempo vuoi, fino a che ti torni in mente la via di uscita. Talvolta accade, non c’è da preoccuparsi troppo, è solo un attimo, un attimo di sconnessione, un attimo di oblio che ti prendi il lusso di regalare all’eternità. Ti accade talvolta. La prima volta ti impressionasti, il battito salì a mille, sudavi freddo, ora la cosa ti diverte anche un po’, sai che poi ritorna, ritorna la tua connessione col tempo, col luogo, perché in quel momento potresti non essere in nessun posto ed in nessun momento, hai imboccato la tua piega spazio-temporale, ora sei sotto la gonna della tua tata ed hai due anni, o in quella notte al buio in quella stanza che non riconoscevi. Stai tranquillo, sai che ritorni, vedrai che ritorni. Talvolta accade. Apro la porta, tu mi vieni incontro e io  ti guardo. Non ricordavo avessi un iride così chiaro e così profondo. Ci annego. E’ solo un attimo, forse è solo un attimo ma non lo so precisamente, leggo un’espressione di sgomento nei tuoi occhi, forse solo il mio riflesso nei tuoi occhi troppo grandi, oppure tu hai capito che non ci sono. Vorrei chiederti chi sei. Ma è solo un attimo,  poi ritorno, ti butto le braccia al collo, disperato: “Mi ero perso”. Ho un groppo in gola. Mi stringi: “Sono qui, non preoccuparti, capita, a volte”.

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30 risposte a Talvolta

  1. lucilontane ha detto:

    A volte, invece, vorrei non tornare.

  2. Cuore di tenebra ha detto:

    Non ricordavo avessi iridi così profonde

  3. menteminima ha detto:

    Per fortuna c’é chi ci ritrova.

  4. sherazade ha detto:

    Una bella metafora impossibile da immaginare a Roma; neppure nelle ore più calme Le Rotonde permetterebbero di lasciarsi andare tra clacson in pazienti e macchine che vi entrano a tutta velocità incuranti di dare la precedenza.
    Tuttavia quello che scrivi vive nei nostri pensieri, nella nostra inquietudine e la tua allegorica rotatoria ‘talvolta’ è anche un modo per esprimerli.
    ↙⬅↖↔⤵🚘🚘🚘
    Sherainunsabatouggiolosoefreddo

  5. newwhitebear ha detto:

    come nelle rotatorie si trova sempre la via d’uscita giusta, anche verso la persona amata si ritrova loa via dell’abbraccio

  6. alessialia ha detto:

    a volte poi bisogna provare a cercare un angolo, uno spigolo, una parede con un quadro astratto a cui aggrapparsi per finire di girare… quando poi termina la forza di inerzia torniamo presenti a noi stessi… annegare in un paio d’occhi, forse li nasce poi pure il desiderio di non ritorno… invece a volte sarebbe anche bello rimanere dispersi,… ma invece dobbiam fare i muscoli e aggrapparci a quegli ancoli…
    sbaciuzz!
    che bello scritto il tuo!

  7. Pendolante ha detto:

    È bello, a volte, perdersi nelle rotatorie

  8. Lady Nadia ha detto:

    Wow. Che meraviglia. Quando un uomo ammette la sua insicurezza… certo, dipende tutto da dove è posta quella rotatoria. Cioè… se è stata una deviazione dalla strada principale a far portare lì o magari una semplice vacanza. Fatto sta che il pezzo ha il suo bel ritorno e rimbombo. Bello né. Ciao.

  9. Alessandra Bianchi ha detto:

    Splendido!
    Mi piacerebbe averlo scritto con te 🙂

  10. massimolegnani ha detto:

    La metafora della rotatoria è perfetta a dipingere lo smarrimento, ma tutto il brano ha un velo di spaesamento che mi piace molto
    ml

  11. Tati ha detto:

    Quel senso di smarrimento che a volte prende il sopravvento e lascia senza fiato, benedette rotonde che permettono il giro, la svolta o il tornare indietro, maledette strade a senso unico…

  12. mrsbean73 ha detto:

    Che bellezza il tuo modo di raccontare lo smarrimento, quella sensazione prima preoccupante poi quasi inevitabile di perdersi e infine ritrovarsi. Nelle rotatorie mi perdo sempre, eppure sarebbe così divertente girare un po’ in tondo e riderci su 🙂

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