Matte

la-pazza-gioia9-1000x600Valeria Bruni Tedeschi non è Susan Sarandon, questo è un fatto. Le due attrici hanno in comune solo gli occhi da trota, ma se poi volete il mio giudizio personale, l’attrice italiana è di gran lunga più bella e più brava della pur brava americana. Ah, non volevate il mio giudizio personale ?  Troppo tardi … Perché inizio in questo modo? Perché con un confronto che è sempre cosa antipatica?  Perché quando andiamo a vedere un film, occorre ammetterlo, una qualche idea preconcetta su quello a cui stiamo per assistere inevitabilmente ci è già geminato in testa fin da quando abbiamo scelto il film. Così, devo confessarlo, in questo caso  la mia idea preconcetta era “Thelma e Lousie”,  ovvero in fondo pensavo che avrei assistito ad una sua ennesima riedizione. Invece no, Beatrice e Donatella non sono Thelma e Lousie, ce ne rendiamo conto subito che loro sono altre donne e che stiamo dentro un’altra storia, con altre dinamiche, mosse da altre pulsioni, e che qui la fuga è in direzione diversa, verso la ricerca della felicità non verso il rifiuto, anzi in realtà non è nemmeno una fuga, è una mattata. Ma visto che ho cominciato con il piede sbagliato non voglio cambiar passo, continuare a zoppicare lungo la pessima via intrapresa e continuo a far confronti. Anche perché, -a voi posso confessarlo – sul mio Manuale del perfetto critico cinematografico  c’è scritto che per scrivere una recensione colta occorre parlare più di altri film che del film in oggetto. Allora vi beccate una recensione così su “La pazza gioia”, il nuovo film di Paolo Virzì. Beatrice Morandini (il personaggio a cui da vita Tedeschi) non  è Thelma,  in realtà è Bruno Cortona (Vittorio Gasmann) così quanto Donatella Morandini (Manuela Ramazzotti): l’altro personaggio è poco più che comprimaria nella coppia come accade per Roberto Mariani (Jean Louis Trintignant) nel celeberrimo film “Il sorpasso” di Dino Risi, considerato il manifesto della cosiddetta “commedia all’italiana”.  Penso che l’intenzione di Virzì nel girare questo film sia stata ricominciare da dove ci ha lasciati “Il sorpasso” più di cinquanta anni fa, esattamente lì, ancora in Versilia, ancora in auto, ancora con una coppia in viaggio che è sbilanciata in tutto quanto la prima,  spostando l’obiettivo della cinepresa dalle prime crepe del Boom economico alle cicatrici dell’era post berlusconi, ma sopratutto riprendendo rinnovandoli i canoni della italica commedia. E ci riesce a pieno, il film non è il remake di quello di Risi ma ne è l’evoluzione, la versione 2.0, e ne è diverso come un figlio sa esserlo dal padre di cui ci piace riconoscerne le fattezze nei lineamenti. Il film è tutto imperniato sul personaggio di Beatrice e si regge tutto sulle capacità istrioniche di Valeria Tedeschi nel darle vita (questa è una delle fattezze meglio riconoscibile). Ne viene fuori una una donna assolutamente esondante, psicotica logorroica, fragile quanto aggressiva, bugiarda e generosa. Un personaggio che si può permettere di esagerare, di farci ridere a crepapelle così come di commuoverci senza sfociare mai nella caricatura perché è matta, ed i matti si sa, possono urlare le peggio verità. Beatrice e Donatella si incontrano in una casa di cura psichica in una campagna toscana idilliaca e colorata e la forza attrattiva fra le due è inevitabile perché sono completamente diverse. Chiacchierona una, taciturna l’altra, florida una, magrissima l’altra, arrogante la prima, timida la seconda, una chic aristocratica, l’altra tatuata e popolare, cialtrona e bugiarda una, mite e remissiva l’altra. In comune la fragilità, il bisogno di quella cura che in qualche modo riescono a scambiarsi l’un l’altra vicendevolmente. La coppia si salda e qui ha inizio la loro fuga/ribellione, che se parte alla Thelma e Lousie, se pure prosegue alla Bruno-Roberto poi evolve in maniera esclusiva. Sono due donne sconfitte, pazze con la certificazione del giudice come dicono loro stesse,  da sole hanno già perso e non potrebbero farcela, ma insieme diventano cosa diversa, ognuna un reagente portentoso e benefico per l’altra. Così Beatrice, completamente squilibrata di suo, quando decide di prendersi cura di Donatella, tira fuori doti inaspettate e capacità di soluzioni acute e sorprendenti. I suoi mezzi sono pur sempre fuori dall’etica e dalla legge ma i suoi fini nobili e generosi. Alla stessa maniera Donatella quando è con Beatrice si trasforma, non è più un’abulica depressa ma emergono
la-pazza-gioia12-1000x600energie e vitalità inaspettate. E’ una bella storia di amicizia ed è un bel messaggio quello che ci lascia addosso questa storia. Forse un po’ sdolcinata, questa potrebbe essere l’unica accusa da muovere al film.
Ma ci si diverte così tanto per le battute, le citazioni, le azioni e ci si carezza l’anima così piacevolmente che concediamo a Virzì di aver smesso il suo crudo cinismo che tanto ci piacque nel film precedente (Il capitale umano) per riprendere la commedia.  E’ una rivincita, il primo piano di Beatrice che sorride dietro i vetri nell’ultima scena riscatta lo sguardo sbigottito di Bruno che nella sua ultima scena guardava inerme l’auto in fondo alla scarpata.

 

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in cinema e contrassegnata con . Contrassegna il permalink.

39 risposte a Matte

  1. lucilontane ha detto:

    Devo vederlo! Grazie Rod! 😊😊

  2. sherazade ha detto:

    Dei stato così leggiadramente esaustivo che io piccola snobbona dei film italiani troppo incensati sento l urgenza di mettermi al passo , il tuo beninteso!
    Sheraconuninchinosisisi

    • rodixidor ha detto:

      Sei di una gentilezza imbarazzante nei tuoi commenti, grazie. 🙂
      Non è un partito preso il mio, è un periodo, sarà un caso, ma il cinema italiano sta sfornando film che me gustano mucho, ed anche a te, ne son sicuro 🙂

  3. LaLetteraVi ha detto:

    Dovrò recuperare Il sorpasso, faccio mea culpa.
    E sono perfettamente d’accordo con te per La pazza gioia: delicato, intimo e a tratti piacevolmente scanzonato per il tema trattato. Ho riso e mi sono commossa in un’unica soluzione. Virzì mi tocca sempre, in un modo o nell’altro.

  4. newwhitebear ha detto:

    non sono appassionato di cinema ma la tua recensione è veramente intrigante.
    Complimenti.

  5. sherazade ha detto:

    ‘profilattici’ mio dioooo il t9 mi vuole morta dal gran ridere…. oh santissimi numi
    sherallegrezzaportapertallavita

  6. Alessandra Bianchi ha detto:

    Spiritoso e bravissimo 🙂

  7. Julian Vlad ha detto:

    Confesso un’antipatia congenita nei confronti della Bruni Tedeschi, d’altro canto mi piace invece assai la Ramazzotti. E dunque? Dunque mi trovo in stallo, e finirò forse per non guardarlo mai, questo film, combattuto fra preconcetti e timore di aspettative deluse.
    Ma la tua recensione è stimolante e tratta la materia con vivacità e tenerezza, e quindi, se alla fine il mio stallo dovesse rimanere tale, sarà solo colpa mia 🙂

    • rodixidor ha detto:

      Provo a darti un altro stimolo per uscire dallo stallo. La curiosità ti sarà sicuramente stata accesa di verificare se ciò che scrivo è condivisibile oppure da contrastare, se la mia recensione è troppo benevola verso la Bruni e poco lusinghiera verso la tua preferita. Ebbene non ti resta che andare a vedere il film, magari di mercoledì così la spesa e minima, per poi commentare la mia recensione arricchendola del tuo giudizio sicuramente diverso dal mio. Spero che la curiosità prevalga e che leggerò a breve il tuo commento qui.
      Per il momento grazie della tua simpatia. 🙂

      • Julian Vlad ha detto:

        Non c’è di che 🙂 Nella mia città il giorno del prezzo ridotto al cinema è il lunedì, giusto ieri sera mi è capitato di passare davanti alla sala in cui danno questo film, guarda la combinazione, ma era quasi mezzanotte… ne ho approfittato per segnalare la tua recensione a un’amica cinefila che era con me e che gradirebbe vederlo, attendo sviluppi 😉

      • rodixidor ha detto:

        Grazie 🙂

  8. menteminima ha detto:

    Non potrò mai perdonarti. Hai scritto che la bionda è florida. Con quell’aggettivo hai buttato gambe all’aria un bel post.

    • rodixidor ha detto:

      Sai che i tuoi giudizi per me sono sempre importanti quindi accetto la tua critica. Rileggendo il mio post anche io trovo che non sia scritto granchè però sull’aggettivo che mi contesti non avevo da ridire. Florida scaturisce dal fatto che in questo film ho notato che Valeria Bruni ha le tette e qui le sue linee morbide venivano molto ostentate, non ho trovato nessun altro aggettivo che sinteticamente esprimesse ciò.
      Tu però non hai lasciato il tuo giudizio sul film, che mi piacerebbe conoscere.

  9. Lady Nadia ha detto:

    Solitamente stento a leggere libri italiani ( la prendo larga anch’io😊) e, lo stesso problemino mi si ripresenta nei film.
    Ma la tua recensione esaustiva mi ha fatto pensare che, allora, non deve esser male.
    Il genere tutto sommato potrebbe piacermi.
    Ciao.

  10. massimolegnani ha detto:

    …Ma la domanda e’: le trote hanno gli occhi belli? No, perche’ dopo aver attribuito tali occhi alla Valeria B.T. sostieni che e’ bella assai. 🙂
    ml

  11. lucilontane ha detto:

    L’ho visto. Commossa. Una cosa mi ha colpito più di tutte. Durante la visione vieni condotto a cambiare sguardo. E alla fine ci vedi non due matte, creature distanti, ma due donne piene e vere. Fragili e forti insieme, ma che sanno vedere con la parte di cuore che gli altri non usano. Bello bello.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...