Però

Amo le donne acqua e sapone. Ti ho vista nella nebbia in una mattina fredda, infagottata nel tuo cappotto color cammello, ti ho vista incedere lieve sulle tue scarpe basse fra tanti, minuta aggrappata alla tua borsa grande a tracolla con i capelli raccolti sulla nuca da un pettine, ho colto lo sguardo dei tuoi occhi senza trucco, veri e decisi come l’alba di un giorno nuovo fatto di  aria gelida e pulita. Ti ho vista nella folla della metro, seduta al tuo posto, quasi rannicchiata per prender poco spazio, immersa nelle le pagine di un romanzo compagno di viaggio, mentre tu seguivi le parole io seguivo il dondolio di quel ricciolo nero sfuggito al tuo cappellino di maglia verde, unico vezzo da bambina. Ti ho visto sorridere del tuo sorriso gentile alla commessa al supermercato, mi ha accecato la luce del tuo incarnato candido, pallido ma luminoso come una falce di luna.  Ti ho visto scapigliata, ragazzina nelle tue scarpette da ginnastica affrettarti ad un giallo pedonale per raggiungere l’alta sponda del tuo cammino. Mi sono innamorato dei tuoi seni piccoli, della tua figura esile, del tuo “Ciao” flebile, delle tue caviglie nei calzini rosa, del leggero colorarsi delle tue guance.
Però …

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44 risposte a Però

  1. “però non abbiamo gli stessi gusti musicali”, intendevi dire, vero? 🙄

  2. poetella ha detto:

    e s’accompagna da sè…

  3. duepassietorno ha detto:

    e magari la mattina va in metro struccata mentre la sera balla in guepiere luccicante.. bisogna saper fare entrambi 🙂
    ma dai, i calzini rosa però no mai!!!
    A

  4. stileminimo ha detto:

    nel dialetto di qui la si direbbe un po’ “faliva”

    • rodixidor ha detto:

      Aiuto ! Che significa ?

      • graziaballe ha detto:

        si davvero! che significa? io ho una collega che fa di cognome FALIVA!!! 😀

      • stileminimo ha detto:

        eh… che significa…. significa che è una un po’ faliva, hòlt! UNa che… sì, insomma… una che se per caso il vento è un po’ troppo forte, facile che se la porti via, ecco… più o meno…

      • rodixidor ha detto:

        Piccina insomma, ma riferendosi alla corporatura? Ma che dialetto è?

      • stileminimo ha detto:

        “Fragile”, ma non in senso solo fisico, forse è più appropriato… o forse ancor meglio sarebbe “bambina”, inteso come “non ancora donna”… o comunque qualcuno che ancora non può affrontare la Montagna da sola, ecco… haèèèèèmmm… credo sia un mix fra un dialetto trentino e un antico tirolese…

      • graziaballe ha detto:

        della ia collega tutto si puo dire tranne che il vento se la possa tirare dietro! ella è ben IMpiantata, una zavorrina insomma.
        Forse intendi anche dire “acerba”….

  5. Alessandra Bianchi ha detto:

    Io guardo alla scrittura: splendida.

  6. Mads ha detto:

    Scapigliata lo è anche ora, mentre volteggia eterea, muovendo elegantemente la testa tra i pali. Non avrà le scarpette da ginnastica e il cappellino verde in testa, ma che cambia? Dettagli. 😉

  7. tramedipensieri ha detto:

    E il contrassegno certo..non è dei migliori. Per dire….
    Bella scrittura!
    Ciao

  8. aliota ha detto:

    c’è sempre un però…
    ciao lupacchiotto 🙂

  9. tilladurieux ha detto:

    Uffff che paura Lupo!
    Perchè, sai, io somiglio tantissimo a Beyoncé e, mentre leggevo e leggevo, pensavo: “De dio! Ora come faccio? Non ho più speranze!”.
    Ora mi sento rinfrancata nello spirito e…. nel corpo.

  10. graziaballe ha detto:

    eehhh, quel però!
    – però ora basta, mettiti un paio di jeasn e fammi Lara Croft 5 minuti…
    – però non esisti perchè ti ho vista solo nei film stile Amleie Poulenc
    – però hai solo 13 anni e io non voglio correre il rischio di un processo
    – peròmpompero!…pperò!
    😀

    PS: ma quanto producete mentre io non infilo un’idea su cui scrivere!?!? 🙂

    • rodixidor ha detto:

      Sempre ricchi i tuoi commenti però ti fai attendere anche in questi 🙂
      P.S. Quali idee ? Mi hai ricordato cosa rispose Massimo Troisi intervistato per il lancio di un suo film con colonna sonora di Pino Daniele. Disse che per fare un film prima Pino componeva la colonna sonora e poi lui faceva il film su quella. 😉

  11. newwhitebear ha detto:

    Un amore platonico nato giorno dopo giorno vedendola sul metrò, al supermercato. Una figura poco appariscente e meno ingombrante della dantante che ha accompagnato il post.

    • rodixidor ha detto:

      Dici ? Però cosa c’è di di più platonico di una danzante in un filmato? E non sottovalutare quanto sa essere appariscente una donna discreta mischiata tra la folla di una metropoli. Tutto dipende, cantava una vecchia canzone.
      Grazie del commento 🙂

  12. massimolegnani ha detto:

    niente però.
    Quello che conta è il nostro occhio attento, goloso, rapace e capace di costruire il tutto da un dettaglio. la realtà è un però ininfluente nel quadro che ci siamo dipinti.
    🙂
    ml

  13. Ecco dietro quel pero’ si cela l’infinito….
    questo post e’ un po come quei film che il finale lascia largo spazio all’ immaginazione
    Ognuno inventa il seguito che preferisce….
    In questo caso mi piacerebbe saperlo da te…ce lo svelerai?

  14. lucilontane ha detto:

    Però…brutta parola, non credi? Però è come fuggire, come girare lo sguardo altrove, come togliere, o ferire con un coltello, è come dire “tu non vai bene”. Questo ciò che penso.
    Qui, nella finzione letteraria, è meno dolorosa, è come una porta aperta su qualsiasi cosa possa accadere…”però mentre pensavo di parlarti sei scesa di colpo dal treno”, “però il tizio seduto accanto a te ti ha baciato con un amore incontestabile”, però….

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