La corte di Maria Antonietta

La corte di Maria Antonietta
La Ministro dello Sviluppo Economico della Repubblica Italiana avrebbe consigliato ai lavoratori della Micron di accettare la delocalizzazione, cioè di trasferirsi a Seul, visto che l’azienda chiude in Sicilia per rafforzare la produzione in Oriente. Se questa notizia è vera penso che la Sig.ra Guidi abbia superato Maria Antonietta che in fondo aveva solo esortato i rivoltosi a mangiare brioche in mancanza di pane.
Son tante le donne inscrivibili d’ufficio all’ipotetica corte della regina Maria Antonietta d’Asburgo, alcune semplici emule ma tante sicuramente in grado di competere per lo scettro. Naturalmente quelle conosciute da tutti sono quelle di cui leggiamo sui media e quindi tante politiche ma non sono le sole. Il germe di Maria Antonietta è ampiamente diffuso anche tra le persone comuni, in qualunque ceto sociale, a qualunque latitudine ed in qualunque cultura. Talvolta l’appartenenza è manifesta ma molto più spesso è celata e bisogna saperne riconoscere i segnali tra le righe di un discorso, in atteggiamenti che potrebbero in prima analisi risultarci estremamente corretti se non addirittura encomiabili. La MariaAntoniettina è quella che in coda nel traffico causato da una manifestazione di protesta vi dirà: “Guarda io sono a fianco di chi oggi protesta e sarei in prima fila assieme a loro ma solo se le manifestazioni si facessero senza arrecare fastidio agli altri cittadini”. Avete mai sentito discorsi di puro amore materno del tipo: “Io sono tremendamente rigorosa e rigida sull’osservanza delle leggi e su tutte le regole di convivenza sociale, ma per il bene di mio figlio saprei passare anche sul tuo cadavere.” ? Oppure: “Guarda per quello che guadagno, il mio lavoro è assolutamente una missione.” Questi sono i discorsi tipici a corte, ma questi solo facili esempi mentre poi le sfumature possibili son tante e non sempre facilmente individuabili. Così vi verrà il dubbio sull’impiegata dietro al terminale che con sguardo commiserevole, con voce dal tono solidale vi dice: “Capisco perfettamente le sue esigenze, ma il Sistema non me lo permette.”
Io dico che non lo sanno. Cioè, che a fronte di pochissime che sanno di esserlo poi c’è una sterminata moltitudine che non sa nemmeno di far parte della corte di Maria Antonietta. Sono le cosiddette “mine vaganti”, pericolosissime per sé e per gli altri. Sono un concentrato purissimo di egoismo che impregna la loro solida struttura di buoni principi.
A questo punto sorge spontanea la seguente obiezione. Così come è numerosa la Corte di Maria Antonietta sicuramente non sarà da meno la Corte di Luigi XVI, quella cioè formata dal suo corrispettivo maschile. La risposta è sicuramente sì. Ma allora se stiamo parlando di soggetti equiparabili che senso ha tenere separate le due corti? Semplice maschilismo il mio nel decidere di scrivere solo di una? Penso di poter dire di no, per me personalmente esiste una profonda differenza tra le due corti, la differenza sta nel fascino. Sì, lo devo confessare, non sono un osservatore obiettivo,  le caratteristiche di cui stiamo parlando se in un uomo mi creano solo rabbia ed indignazione e quindi sempre repulsione, in una MariaAntonettiana invece può accadere che un particolare mix delle sue ottuse manifestazioni di egocentrismo si tramutino in charme (il francese è d’obbligo). Il germe di Maria Antonietta provoca ipertrofia, così Lei se parla parla molto, se ride ride tanto, se canta canta tanto, se mangia, se beve, se corre, se piange, se balla, se cambia, etc. E gli eccessi possono anche piacere. Diciamolo, se è brutta è un vero cesso ma se è figa è una figa esagerata. Perché se sul Regno di Carlo V non tramontava mai il sole alla Corte di Maria Antonietta c’è solo estate o inverno. La MariaAntonettina è una bimba cresciuta da un padre innamorato che l’ha troppo vezzeggiata e lei per tutta la sua vita non potrà che pretendere di essere Principessina come le diceva papà.  La MariaAntonettina è una grappa di mono-vitigno, il distillato di sé stessa, le è preclusa la possibilità di altre prospettive.
Chi non si è innamorato alla Corte di Maria Antonietta? – ora mi rivolgo ai miei lettori maschi – E chi quando gli è capitato non c’ha lasciato il cuore ?
Perché Lei, al suo (di lei) ennesimo tradimento avrà pronunciato le seguenti parole: “Caro, io ti voglio troppo bene ma purtroppo conosco la mia terribile natura e ti devo lasciare perché non voglio farti soffrire.” E Lui dopo questo amorevole ragionamento l’avrà amata ancora di più, si sarà perfino sentito in colpa per lei e da allora sarà per sempre persuaso che in fondo la Stronza è una donna che soffre.

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35 risposte a La corte di Maria Antonietta

  1. Alessandra Bianchi ha detto:

    Sei fortissimo!
    Un caro saluto.

  2. stileminimo ha detto:

    Per me una stronza è una stronza… e però il confine fra l’esser stronzi e non, spesso è labile. Come dire che un po’ di stronzaggine, dentro, sotto, sotto ce l’abbiamo tutti… forse (?). Voglio dire, oggi pure un punkabbestia, se vai a sondare le sue motivazioni profonde, spesso ti lascia perplessa… la stronzaggine inconscia o meno dilaga ovunque, c’è niente da fare. Il tuo post consente di prenderne atto, di individuare i proptotipi e di cercare di guarirne, ce ne fosse bisogno. In tal senso stai compiendo una lodevole opera sociale. (P.S. fra le foto ne mancano alcune, ma mi rendo conto che lo spazio occupabile in un post è quello che è).

    • rodixidor ha detto:

      Grazie del tuo passaggio e del contributo. Penso anche io che le categorie hanno dei confini molto sfumati ed ognuno ha qualcosa di tutto. Nelle foto solo alcune ovviamente di una corte affollata. 🙂

  3. tilladurieux ha detto:

    Mentre leggevo mi riconoscevo in alcune cose. Non in tutte, ma in alcune sì.
    Poi ho letto questo: “La MariaAntonettina è una bimba cresciuta da un padre innamorato che l’ha troppo vezzeggiata e lei per tutta la sua vita non potrà che pretendere di essere Principessina come le diceva papà.” e ho capito che proprio decisamente, assolutamente no, non è il mio caso. Anzi.

  4. elinepal ha detto:

    oggi è decisamente una giornata strana, mi imbatto in post che descrivono fette della nostra società che fanno ribrezzo. mi chiedo quindi quale dilagante malessere stiamo vivendo. quanti dei nostri vicini sono da gogna. quanto noi non ci rendiamo conto di essere molto simili a loro….

  5. newwhitebear ha detto:

    Il narciso è una nostra componente più o meno consapevole, più o meno mostrato in pubblico. Alla fin fine entrambi siamo dei narcisi: io nle leggere il tuo post e tentare di dare una risposta, tu per averlo scritto, pensando di far riflettere il tuo lettore.
    Dici che molto possono essere iscritti d’ufficio alla corte di Maria Antonietta? Forse si fa prima a dire chi fatica a partecipare a quella corte. Credo che la seconda tribù, quelli che stanno fuori o ai margini, siano molto meno della prima categoria.

    • rodixidor ha detto:

      Non sono tanto d’accordo con te. Il narcisismo è certamente in chi scrive ma in chi passa a leggere vedo solo curiosità e gentilezza nel lasciare un commento, perciò ti ringrazio. Sui numeri non saprei se effettivamente siano i più a corte o quelli fuori. Anche sulla motivazione di star fuori non saprei dire se è fatica o scelta. Mi hai messo un po’ in difficoltà con questi interrogativi. Grazie anche per questo, il cervello di tanto in tanto va messo in moto. 🙂

  6. massimolegnani ha detto:

    voto la chiusa!
    ml

  7. aliota ha detto:

    e adesso come faccio a dirti che sono seriamente convinta di esserne la reincarnazione? 😉 😀
    bacio!

  8. graziaballe ha detto:

    ecco..io a quelli che chiamano le figlie “principesse” gli taglierei la testa, parbleu! 😀
    (prove tecniche per diventare un po maryantony pure io…ma davvero le stronze continuano ad esercitare fascino sugli uomini?)

  9. mobybic ha detto:

    tra una settimana su mimettoingioco.wordpress.com inizia la pubblicazione dei racconti di giugno, se ti va di partecipare puoi ancora inviare un racconto.

  10. aliota ha detto:

    qui si batte la fiacca 😉
    baci

  11. liù ha detto:

    Donne stronze ce ne sono parecchio,ma quella che lascia perchè gli vuole troppo bene e non vuole farlo soffrire è la regina delle stronze!
    Buona serata
    liù

  12. gialloesse ha detto:

    Comunque sia noi uomini sappiamo fare di peggio, molto peggio.

  13. rodixidor ha detto:

    L’ha ribloggato su paracquae ha commentato:

    Considerato che la ex Ministra è oggi la notizia più importante, mi sento di riproporre un mio vecchio post in cui parlavo anche di lei 😉

  14. Ann White ha detto:

    Tres charmant!

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