Lezioni di cucina

Seguo lezioni di cucina da tanto, apprendo con facilità sarà perché mi piace far da mangiare e come per tutte le cose che piacciono l’applicazione non costa fatica e modestamente mi compiaccio con me stesso del livello raggiunto. Non ho problemi con i tempi di cottura, so a memoria gli ingredienti di tutte le minestre, conosco tante ricette e so arrischiare anche qualche personalizzazione, so fare il pan di spagna, la pasta frolla, son bravo ad impastare ed a far lievitare le mie frittelle che diventano soffici come nuvole. Vi potrei sedurre con i miei dessert al cioccolato o con una parmigiana di melanzane morbida e coriacea laddove deve esserlo e profumata senza eccessi. Ma c’è una cosa che non riesco a fare nonostante tanti tentativi, tante uova sprecate, pavimenti da lavare e perfino soffitto quando misi troppo impeto nell’ennesimo tentativo. Eppure sembra la cosa più semplice del mondo,  il cuoco insegnante ha perso tante lezioni accanto a me per spiegarmelo bene ma niente da fare. Un leggero gioco di polso poi l’arresto al momento giusto e voilà rimani incantato ad ammirare quel breve volteggio ed il rapido atterraggio. La mia compagna di banco al corso di cucina è bravissima. Tanto brava e tanto naturale nell’esecuzione che oramai la odio. Sarà un dono naturale, comincio a pensare sia una di quelle attitudini che o ce l’hai dalla nascita oppure impossibile tentare di imparare, giro la testa dall’altra parte  quando esegue l’operazione con grande virtuosismo  (in realtà fingo ma la guardo ogni volta), gli occhi sorridenti a seguire il volteggio alto nell’aria e poi la sua risata fragorosa al momento del reimpadellamento impeccabile ed ovviamente il suo sguardo canzonatorio tutto per me. No, io non so voltare la frittata.

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22 risposte a Lezioni di cucina

  1. germogliare ha detto:

    sono una frana, usa solo la paletta

  2. penna bianca ha detto:

    Io la giro con un coperchio e non mi formalizzo. Per tutto il resto, complimenti. Sei un uomo da sposare 🙂

  3. fango ha detto:

    le frittate piccole o le omelettes le giro al volo, sempre fatto fin da bambina sotto gli occhi terrorizzati di mia madre. è un movimento che mi viene naturale.
    con quelle grandi mi impegno ad usare il buonsenso e prendo il coperchio… ma solo perchè mi disgusta l’idea di pulire tutto e ricominciare, perchè la tentazione c’è sempre.

    • rodixidor ha detto:

      Ti ammiro come tutte quelle che sanno farlo come dote innata. La mia amica invece non teme nemmeno quelle grandi, anzi quelle la stimolano ancora di più e le sa far volteggiare come non avessero peso e non ci fosse alcun rischio a farlo 🙂

  4. roceresale ha detto:

    Non sei solo! Join the club. 😉

  5. rodixidor ha detto:

    Sì Fango, in cucina io e la mia amica siamo Mozart e Salieri. C’è chi nasce per arrancare, ciao 🙂

  6. newwhitebear ha detto:

    Sei una frittata da reimpadellare?
    Mai tentato. Però senza volteggio riesco a girare la frittata (bel gioco di parole) in un sol colpo con la forchetta.
    Ridipingere il soffitto costa.

  7. stileminimo ha detto:

    Per certe cose ci vuol polso… e se non ce l’hai, pazienza; le alternative sono innumerevoli.

  8. melodiestonate ha detto:

    adoro gli uomini in cucina…….cmq la frittata la giro con 2 piatti….. 😀 buon martedì grasso caro

  9. menteminima ha detto:

    Questo post mi piace tanto. Io la giro al volo, modestamente…

  10. afinebinario ha detto:

    Io provo a girarla in casa d’altri, male che va … plafoniera al soffitto!
    Lo dicevo in fondo che non ero capace! 😦
    un caro saluto

  11. mobybic ha detto:

    rigirare la frittata? 🙂
    alcuni lo sanno fare benissimo, per quella dentro la padella il trucco è semplice: inclinare leggermente in basso la padella e poi spingere in avanti rialzandola…hai presente quando si colpisce in basso una palla da biliardo con la stecca per farla avanzare di poco e farla tornare indietro? ecco…più o meno…

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