Ci siete mancati

Dietro casa, uno spiazzo e poi la grande distesa illimitata del deserto, in fondo la catena delle Montagne rocciose. Un paesaggio che conforta, accompagna, per anni. Poi tutto cambia e ciò che sembrava immutabile diventa effimero, le aziende chiudono, l’economia prende un nuovo corso e comunità si dissolvono, ciò che era stabile diventa in moto, la vita nomade. “Ci siete mancati” recitava lo slogan all’ingresso della multisala, eravamo sparuti ma allegri dietro le mascherine, contenti di sprofondare ancora nel ventre accogliente di una sala cinematografica, ad immergerci nella storia di Fern che diventa una nomade, per cui un furgone diventa casa. Nomade non per scelta ma forse per natura. E l’America dei grandi spazi quella che attraversa Fern con la sua casa mobile, dai grandi freddi dell’inverno del Nevada a cercare un clima un po’ più mite un po’ più a Sud. E’ sola Fern, ma incontra tante altre solitudini, e tante solitudini diventano una comunità, una comunità errante, di uccelli migratori che si incrociano, si raggruppano, si separano e si ritrovano. C’è tanta solidarietà nel film della giovane regista dal nome cinese, ed è la solidarietà degli ultimi, degli ottimisti. Nomandland narra di questa comunità e ci dà una speranza, è crudo come sa essere la natura che è il narratore della storia di questo popolo di nomadi non per scelta, ma anche terribilmente poetica. L’acqua fredda di un affluente del Colorado, i silenzi maestosi di montagne di granito, l’urlo del Pacifico, lo stridio di migliaglia di rondini che ti volano attorno così serrate che ti sembra di starci dentro. Ed infine sei nomade per scelta perchè il viaggio è diventato il tuo modo di essere libera Fern. E gli addii sono sempre arrividerci: “Ci si vede più in là nel viaggio.”

Da vedere.

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10 risposte a Ci siete mancati

  1. sherazade ha detto:

    Ti si rilegge! Ben ritrovato.
    La mia lettura non è certamente di persone ‘libere’ ma rifiutate dalla società (Fern rimane vedova e perde il lavoro) e non e plausibile che alla fine siano ottimiste come tu dici ma semplicemente fataliste emblematico il finale… ci si vede più in là nel viaggio.
    In Italia li chiamiamo clochard ma non sono altro che dei senza tetto e senza camper che dormono Nelle stazioni o sulle panchine dei parchi….

  2. newwhitebear ha detto:

    dopo un lungo silenzio ecco spuntare da wordpress il tuo blog.
    Ben tornato.
    Non metto in dubbio la validità del film ma di certo non ricomincio adesso a frequentare le sale cinematografiche.
    Sereno pomeriggio

  3. elettasenso ha detto:

    Spero di vederlo presto 🌹

  4. sherazade ha detto:

    Un salutissimo e buona estate 🌹🌺🦋

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