Lasciami andare al cinema

Sabato sera, mascherina sul volto ed il momento tanto atteso è arrivato: torno al cinema. Sono perfino un poco emozionato di oltrepassare quel varco, riattraverso le alte luci della hall della biglietteria fra i poster giganteschi dei film per andare ad acquistare il mio biglietto. Da quanto non vedo più un film al cinema? Forse l’ultimo è stato Parasite a febbraio, quindi sono otto mesi, sembra passata un’era geologica. L’atmosfera infatti è completamente cambiata, di sabato sera in autunno prima avrei trovato file chiassose al botteghino, gruppetti vocianti di amici che si apprestano ad entrare o che sostano all’ingresso, comunque tutti vicini, invece ora sembriamo dei pochi e timorosi superstiti, silenziosi, a coppie di due distanziati e silenziosi, attenti a non correre troppi rischi per riappropriarci di un vecchio rito. Davvero questa immagine mi dà il senso di quello che è accaduto e che ancora sta accadendo. Scelgo un posto fra le prime file, pago il biglietto e torno fuori, preferisco attendere all’aperto in questa serata che sa già di castagne e di freddo che stanno per venire, sono in anticipo per lo spettacolo.
In questi otto mesi ho visto una marea di film di belli e di brutti, su Prime, per tele, RaiPlay, e tanti altri supporti per film in streaming ma non era la stessa cosa, non potevo scrivere di film visti al computer, non significava recensire di cinema.
Infine entro, mancano cinque minuti all’inizio. In sala saremo massimo dieci, distanziati lontani su file distanti, tranne quelli a coppie tutti lontani. Posso levare la mascherina? Sì, mi pare si possa all’interno. Inizia.LasciamiAndare
Ho scelto di vedere “Lasciami andare” di Stefano Mordini, un film italiano, un noir. La scelta è stata fra questo ed altri due film italiani che mi incuriosivano (Padrenostro e Lacci) ma ho scelto questo perché ho preferito immergermi in un noir un po’ fantastico, un po’ thriller. Insomma eccomi qua. Film ambientato a Venezia, una Venezia allagata dall’alta marea, molto suggestiva, molto melò come sa essere questa città. Il soggetto è quello tipico di un giallo, con pezzetti della vicenda che si scoprono mano mano e si vanno ad incastrare per svelarci i segreti nascosti. La storia come un aereo inizia a rullare, prende l’abbrivio, decolla, prende il volo, sembra doverci portarci in alti orizzonti ma rimane a bassa quota a mostrarci visuali che non ci scuotono tanto, non ci sono picchiate vertiginose né ascese che ci diano il buco dello stomaco, l’epilogo finale alla fine ce lo saremmo aspettato più emozionante, un viaggio senza scossoni, non noioso ma non particolarmente emozionante. Ci sono tutti gli elementi di un buon giallo: il mistero, la tensione, la dualità di certi personaggi, il dolore, la gioia ma tutto ci faceva sperare in un finale sconvolgente, un colpo di scena inaspettato, che non c’è stato. Gli attori son bravi. Maya Sansa è perfetta, riesce ad interpretare in maniera ineccepibile la madre del bimbo scomparso, ci rappresenta il lutto, la fragilità, lo sgomento, la speranza, perfino la nevrosi di una donna terribilmente segnata. Anche Stefano Accorsi è bravo, sa essere misurato nella interpretazione del padre, sofferente ma positivo, sempre in bilico fra il rialzarsi e lo sprofondarsi, fra la razionalità ed il mistero. Valeria Golino con la consueta bravura sa impersonare la donna del mistero. Serena Rossi è jazz nella sua interpretazione, e non solo perché canta, sa alternare stati d’animo, è il futuro in una storia molto aggrovigliata sul passato. Venezia poi è Venezia. Venezia dei misteri, Venezia della malinconia, Venezia che affonda, Venezia che muore, Venezia che nasce. Insomma tutto quello che (ahimè) abbiamo già visto di questa citta al cinema.

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24 risposte a Lasciami andare al cinema

  1. E. ha detto:

    Benritrovato!

  2. massimolegnani ha detto:

    “ora sembriamo dei pochi e timorosi superstiti, silenziosi,…per riappropriarci di un vecchio rito.”
    ecco è il tuo riaccostarti al vecchio rito, più che la recensione in sè, la parte emozionante di questo post.
    ml

    • rodixidor ha detto:

      Si, hai ragione. Non è stato il film ma la nuova atmosfera, il nuovo modo di vivere che ha cambiato tutti noi e che mi ha fatto riflettere. Grazie Massimo, sempre acuto nei tuoi commenti.

  3. newwhitebear ha detto:

    Sarà perché il cinema non mi attira né sul grande né sul piccolo schermo che la mancanza di questo spettacolo l’ho vissuta nell’indifferenza.
    Certo l’atmosfera descritta è alquanto dimessa ma col virus che non demorde forse è una strada da perseguire.

  4. sherazade ha detto:

    Negli anni ho maturato una immotivata idiosincrasia per i film italiani ma soprattutto per gli attori Naturalmente salvo rare eccezioni!
    Non sono andata al cinema la mascherina portata ininterrottamente non mi permetterebbe di godermi una spettacolo e non ti nascondo nonostante le rassicurazioni preferisco ancora evitare luoghi chiusi per troppe ore.
    Ciao amico caro!

    • rodixidor ha detto:

      Anche io non amo il cinema italiani, ed inoltre fra gli attori che meno stimo c’è proprio Stefano Accorsi. Ma mai dire mai, e poi avevo proprio bisogno di tornare al cinema. In sala si può togliere la mascherina perché le distanze fra spettatori lo consentono.
      Buona domenica cara amica e grazie di esser passata di qui.

  5. elettasenso ha detto:

    Anch’io avrei proprio tanta voglia di tornare al cinema. Lacci – ho letto il libro che mi è molto piaciuto. Andrei a vedere un film che mi fa ridere: ne ho bisogno

  6. Nadia Fagiolo ha detto:

    Di solito non amo i film italiani. Non credere che sputo dove mangio, la mia è solo una questione di gusti. Il noir però lo adoro, insieme al distopico è il mio genere preferito. A quest’ora sarai di nuovo in astinenza. Porta pazienza, forse si intravede la luce

  7. amleta ha detto:

    Ho avuto una svista terribile. Invece di leggere “lasciami andare” Ho letto ” lasciami entrarr” Che è un film completamente diverso., 😂

    • amleta ha detto:

      Io non amo il cinema italiano di adesso, sono più legata a registi come Visconti, scorsese e Bertolucci.. Ma ogni tanto trovo qualche chicca, spesso con Valeria Golino o Margherita Buy, le uniche che ritengo bravissime attrivi, e mi stupisco. Non amo i cinepanettoni o le commedie comiche. Mi piacciono thriller e noir e horror strani. Ultimo film visto al cinema è stato “Wild” ( da non confondere con “into the wild”, che non mi è piaciuto affatto) che mi ha fatto scoprire un sentiero per trekking molto interessante 😄

      • rodixidor ha detto:

        Scorsese e Bertolucci li adoro. Wild mi ha annoiato. Grazie di esser passata di qui ed aver lasciato il tuo ricco contributo.
        Aspettiamo che riaprano ancora i cinema. 🙂

  8. crisalide77 ha detto:

    al cinema non ci vado da fine ottobre del 2019, ho visto joker in un cinema di Venezia con la mia amica Silva. Sembra essere una vita fa…non penso che ritornerò al cinema a queste condizioni, ma il tuo racconto mi ha comunque fatto venire la voglia di vedere quel film, quando ce ne sarà l’occasione. un abbraccio

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