Anna e Bruno

Bruno è primario al Policlinico. Ha ricevuto l’incarico poco dopo aver compiuto i cinquanta anni, ma la cosa non lo ha emozionato più di tanto, solo un passo dovuto della sua vita che da sempre viaggia su un binario ferrato senza sorprese e col percorso prefissato. Fa lo lo stesso lavoro di suo padre, sapeva già che avrebbe fatto il medico fin da quando era bambino, i suoi studi si sono succeduti fluidi e nei tempi canonici, senza intoppi, senza sforzi eccessivi. Per lui sarebbe stata una sorpresa scoprire in gioventù di avere altre vocazioni ma così non è stato e già appena laureato sapeva che sarebbe stato primario. Bruno lavora sodo ed apparentemente senza sforzi, pago e convinto del suo impegno quotidiano. Arriva presto in ospedale ogni mattina,  parcheggia la sua auto nel posto riservato, raggiunge il suo studio al decimo piano, indossa il suo camice, il suo distintivo ed inizia ogni giorno che cade in terra con la consultazione delle cartelle cliniche, poi il giro in corsia alle 9:00, le visite, le accettazioni, le dimissioni, i giorni dispari gli interventi. Non torna a casa per pranzo, preferisce mangiare qualcosa di veloce col gruppo dei soliti pochi colleghi nel bar-ristorante all’interno del policlinico. Dopo pranzo prima di riprendere l’attività del pomeriggio si concedeva un quarto d’ora di completa solitudine seduto ad una panchina all’ombra nel parco all’interno dell’area ospedaliera a fumare una sigaretta guardando le torri dei diversi distretti, e poi di nuovo al lavoro. Finito il lavoro in ospedale nei giorni pari raggiunge il suo studio privato, un poliambulatorio che tiene insieme a Stefania, sua collega e sua compagna di studi e di carriera da sempre. Bruno e Stefania hanno una intesa professionale perfetta, si intendono e si coadiuvano in maniera cronometrica sia sul piano organizzativo che clinico nel gestire il lavoro allo studio. Stefania non è sposata e Bruno non ricorda di averla mai vista in una relazione duratura, così gli è sembrato naturale scoparla tutti i giovedì sera al termine del lavoro in studio e ciò non ha pregiudicato il loro rapporto amicale e professionale, anzi lo ha consolidato. Bruno è sposato con Anna e la ama, questo basta a fargli pensare che quello con Stefania non ha niente a che fare con l’amore. Bruno ed Anna si sono conosciuti venti anni fa, entrambi al termine dei loro studi universitari. Anna non viveva le certezze di Bruno allora, la sua vita era a quell’epoca una continua sorpresa, un turbinio fatto di interessi nuovi da scoprire e da vivere ma quando conobbe Bruno non ebbe dubbi, era l’uomo della sua vita. ed erano stati subito insieme. Anna ora  insegna francese alle scuole medie ed  il più bel momento della sua giornata è quando si chiude la porta della classe e lei rimane con il suo gruppo di giovani preadolescenti, lei unica adulta: la Prof. Quando conobbe Bruno Anna provò una felicità strana con una punta di rammarico, uno strano pensiero la attraversò, cioè che Bruno fosse arrivato troppo presto, non metteva assolutamente in dubbio che sarebbe arrivato ma forse avrebbe preferito fosse arrivato un poco più tardi, avrebbe continuato per un po’ a vivere le sue illusioni giovanili, ma così non era stato. Bruno fu per lei felicità, ma non sorpresa, sapeva che Bruno sarebbe stato esattamente così come era: alto, spalle larghe, scuro, estroverso, sempre sicuro sul da farsi, protettivo, rassicurante. Anna e Bruno hanno due figli adolescenti: Marco e Michele, ora sono alla casa al mare dei nonni paterni, Anna ha preferito rimanere in città ed aspettare le ferie di Bruno ad agosto per fare finalmente le vacanze tutti insieme. Bruno come ogni anno ha provato a consigliarle di andare anche lei al mare con loro, ma già sapeva che non avrebbe acconsentito. Anna ci tiene al suo mese di luglio da trascorrere in solitudine ma in piena libertà, lontana dal chiasso della scuola e dei figli, fra i suoi libri, i suoi film, i suoi pensieri, le sue passeggiate, come a disintossicarsi dell’anno scolastico terminato, e a celebrare così la nuova estate che inizia. Anna è una donna piccola di statura, da giovane molto esile, ora ha messo qualche rotondità ma la sua figura rimane esile. Di sicuro rimane lieve e mite la sua indole, le piace ascoltare, interviene nelle conversazioni solo se deve e con un tono di voce basso, osserva la vita che le scorre intorno con grande attenzione in ogni suo particolare e sembra sempre immersa in sue riflessioni intime. Formano una bella coppia lei e Bruno perché diversi, lui grande e grosso, lei piccola, lui gran conversatore e leader in qualsiasi contesto, lei schiva ma attenta. Anna e Bruno  ogni giorno da quindici anni a questa parte fanno l’amore fra le 4 e le 6 del mattino, prima dell’alba. E’ una specie di rituale, Anna sopratutto ha bisogno che sia così:  a quell’ora ed ogni giorno, perché questo la rassicura che tutto esista davvero, ha bisogno di esserne rassicurata ogni mattino. Le capita di svegliarsi madida di sudore in un incubo nel quale non c’è  più Bruno, non ci sono più i suoi splendidi ragazzi, la sua casa confortevole, la sua vita senza problemi e  lei si ritrova sola, sprofondata nel suo pantano di disperazione e si sveglia urlando dal suo incubo ricorrente. Bruno la attira a sé: “Anna, sono qui”. La abbraccia, la rassicura. Anna allora sprofonda la sua faccia nel suo petto villoso, si aggrappa ai suoi fianchi, fanno l’amore, ripetutamente, con impeto e passione in quella atmosfera onirica che le ore che anticipano il nuovo giorno sanno creare, si amano in quella realtà che sembra un sogno, in un sogno che è realtà. Ed infine Anna si riaddormenta nel suo ultimo orgasmo, rassicurata e serena e le luci del nuovo giorno la trovano così, ancora addormentata, sola e mezza avvolta nelle lenzuola, con il sorriso sulle labbra immersa nel suo sogno in cui c’è Bruno il primario, i suoi splendidi ragazzi, i suoceri amorevoli, la sua bella casa, gli agi della sua vita splendida. 

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8 risposte a Anna e Bruno

  1. newwhitebear ha detto:

    Un bel are monotona ma racconto di una storia a vista dall’esterno può sembrare monotona ma che dal loro angolo di visione no.
    Complimenti

  2. lucilontane ha detto:

    Può essere tutto così perfetto soltanto perché è un sogno…

  3. Nadia Fagiolo ha detto:

    Bello, ha suscitato anche a me -solo- un piccolo dubbio…

  4. massimolegnani ha detto:

    piacevole lettura, un racconto che procede lineare, senza scossoni nè finali inattesi, una scrittura curata e pacata che si adatta perfettamente alla vita dei due protagonisti.
    ml

  5. Pendolante ha detto:

    che noia! Una vita ripetitiva e monotona, ma tanto rassicurante… E tra le 4 e le 6 del mattino io mordo se svegliata :D. Un bel racconto, complimenti

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