I fiori blu


Vedevo la sua immagine riflessa nel finestrino, evanescente si sovrapponeva al paesaggio che correva veloce. Lo sguardo acuto, intenso, da prima della classe, rapita nel viaggio dentro il suo libro. Teneva la matita tra le dita come una abitudine consolidata, per poter annottare a bordo testo, per sottolineare, oppure solo per rassicurarsi di poterlo fare. Il collo lungo da primogenita, quel taglio che una volta si definiva da “maschietto” perché  terribilmente femminile. L’orecchino da zingara, unico esplicito segnale seduttivo faceva il paio con la manica del golf rosso tirato sulla mano in posa da “coccole”. Lo scollo ampio a V sui seni piccoli la rendeva irresistibile nel suo posto racchiuso tra la borsa della spesa e la campagna emiliana. Non alzò mai lo sguardo dal suo mondo, in quella dimensione parallela in cui ci trattiene un libro. Infine prese in fretta le sue cose giunta alla stazione di destinazione, corse via nel corridoio e fuori la vidi risucchiata da un sottopassaggio. Non so nemmeno che profumo avesse.
Non mi rimaneva che leggere quel libro:
Raymond Queneau – I Fiori blu – Traduzione di Italo Calvino – Einaudi.
Più di sette mesi per leggere un libro di poco più di 250 pagine sono veramente troppo. E’ vero però che questo libro mi ha accompagnato in un inverno impegnativo nel quale la lettura era relegata a poche righe a sera prima che il sonno mi finisse in maniera infida. Così le vicende dei due bizzarri personaggi: il Duca d’Auge che si reca a Parigi con i suoi servitori ed i due cavalli parlanti e Cidrolin che vive in una chiatta ormeggiata nella Senna alle prese con la sua vita da pensionato, le figlie, la cameriera e le sue non meno strambe vicende, mi hanno accompagnato per un inverno freddo fino al caldo di luglio. Ogni libro rimane nella memoria di un lettore ancorato al periodo in cui viene letto così le storie di questo romanzo rimarranno ancorate al mio inverno-estate 2017-2018. In ogni caso tanto tempo per leggere un libro non sono un buon segnale, inutile negare, il libro non mi ha mai preso veramente ma non l’ho mai lasciato perché una storia così surreale con personaggi così simpatici ti tiene comunque legato se non altro con l’obiettivo di sapere dove va a parare. Sì perché il Duca d’Auge vive nella Francia del 1264 mentre Cidrolin vive nella Parigi dei nostri giorni (qualche decennio fa) ma le loro storie comunque si intrecciano, i salti dalla storia dell’uno a quella dell’altro sono repentini e senza avvisi di fine capitolo o altro, così all’inizio nella lettura si rimane disorientati e si fatica a capire quando siamo passati dal Duca a Cidrolin e viceversa. Anche se in epoche tanto distanti le storie viaggiano parallele sullo stesso filo ironico fino ad intrecciarsi in un finale in cui tutti i personaggi delle due storie si incontrano, tutti insieme sulla chiatta sulla Senna a risolvere insieme le loro questioni bevendo amabilmente quel liquore al finocchietto tanto amato sia da Cidrolin che dal Duca .d’Auge Ed il dubbio irrisolto con cui  ci lascia il libro è se il Duca d’Auge sia un sogno di Cidrolin oppure sia il contrario ma anche assieme alla consapevolezza che stabilire questo non sia affatto importante. Io poi sono l’ultimo lettore che può porsi questo problema visto che su quel treno su cui la giovane donna leggeva questo libro non ci sono mai salito.

I Fiori Blu

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52 risposte a I fiori blu

  1. lamelasbacata ha detto:

    Eppure hai saputo intessere così bene le vostre storie parallele.
    Un pezzo molto bello, quasi da film, francese manco a dirsi.

  2. massimolegnani ha detto:

    fantastico! non il libro ma questo tuo pezzo, che non è una recensione, non è un resoconto, visto che su quel treno non ci sei salito, ma è un intrigante miscuglio di generi, dove la donna è una scusa per parlare del libro o, più probabilmente è il libro una scusa per parlare della donna.
    e il tutto partendo da una fotto (davvero bella) scattata da Pendolante
    ml

    • rodixidor ha detto:

      Grazie Massimo delle belle parole. Mi sento di essere perfettamente d’accordo col tuo giudizio sulla foto che è veramente bella e da cui è scaturito il tutto. 🙂

  3. tramedipensieri ha detto:

    “…quel taglio che una volta si definiva da “maschietto” perché terribilmente femminile… ”
    Più del libro mi è piaciuta molto la descrizione della donna; di come l’hai dipinta…

  4. Pendolante ha detto:

    Sono felice che una mia foto ti abbia spinto non solo a questo post, ma anche a leggere I fiori Blu. Ti confesso che io l’ho letto, ma non avrei saputo riassumere la trama come hai fatto tu. Un libro inconsueto. Ricordo che già alla pubblicazione del mio post questa donna ti aveva colpito. La tua descrizione conferma il fascino di quel taglio alla maschietta 😉

  5. newwhitebear ha detto:

    sicuramente un testo su più livelli è difficile da leggere ma tu ne hai tratto una sceneggiatura magnifica.
    Comunque sette mesi sono un bel po’ ma hai avuto costanza nell’arrivare alla parola fine.

  6. Uffa però. Adesso voglio sapere cosa succedeva nella tua vita nel ’17-’18. Quel libro lo lessi tanti anni fa. Non ricordo nulla, se non quel nome… Cidrolin. Un misto di citrosodina e cin ciao lin.
    (Comunque non ti facevo stalker da banchina) 🙃

    • rodixidor ha detto:

      L’autunno lasciava il passo ad un inverno freddo con un poco di neve, poi tornava la primavera ed io tribolavo, leggevo, sorridevo. Tutto qua.
      Grazie del simpatico passaggio. 🙂

  7. gialloesse ha detto:

    Struggente, perché non si può stabilire un immediato contatto con una persona che ci interessa, che ci piace tanto da penetrare profondamente nell’anima. No, non su questo pianeta. Non in questa società, sarebbe sconveniente. Occorre superare tanti filtri, i più insormontabili: formali, personali, animistici, spirituali.

  8. elettasenso ha detto:

    Molto bella la descrizione della donna in prima classe che legge. Bella anche la foto, quasi un Hopper

  9. Libro meraviglioso, di quelli rari. Che ti lasciano dentro il sogno.
    Però, tu… Ma perché diavolo non ti stavo ancora “seguendo”?!
    Bravo!

  10. biondograno70 ha detto:

    …i dettagli,

    sempre loro, che “ci fanno” le differenze…
    un abbraccio caldo sul finir di un agosto.

    m.

  11. PENSIERI EFFIMERI ha detto:

    è capitato anche a me di prendere fra le mani un libro tante volte per parecchi mesi…non riuscivo a entrare nella storia e appassionarmi
    Tu invece ci sei riuscito e ti confesso che il tuo post mi ha rapita!!
    Sempre molto bravo..complimenti!

  12. biondograno70 ha detto:

    ..sei un po’ latitante…. le ferie son finite da mo’….

    😛 un bacio,

    m.

  13. Lady Nadia ha detto:

    Che pazienza. Io avrei mollato dopo il primo capitolo. Ehi, ma che fine hai fatto? La mia?

  14. tramedipensieri ha detto:

    Ciao Rod…non ti pare di esserti riposato abbastanza? :)))
    un caro saluto

  15. alessialia ha detto:

    fantastico! particolare come tu hai saputo intrecciare una realtà con una realtà scritta che si intreccia con una forse fantasia… due mondi paralleli di lettore e scrittore, che tra l’altro ha intrecciato altri due mondi…
    ahahah vabbè, mi sono capita da sola, ma giuro che era un complimento a te!

  16. ©blu ha detto:

    Allora non capita solo a me di scoprire un libro tramite l’attenzione che vi pone chi lo sta già leggendo… io passo… annuso l’essere che è in un proprio altrove… e mi affascina! Devo comprare quel libro… rubargli anche l’immersione che sta avendo e di cui gode in privato! Si va nel penale???

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