Il turco napoletano

Il babà è il dolce napoletano per eccellenza. Il babà ha un aspetto ingombrante, esageratamente voluminoso e spacchioso ma il segreto del babà sta nella sua accurata levitazione che conferisce al dolce una fine leggerezza a dispetto del suo aspetto esteriore che porterebbe a pensare ad un dolce ipercalorico. Il babà conquista lo spazio con il vuoto, il babà è poroso e leggero come il tufo e conquista il volume con la sua forma maliziosa e gradassa grazie alla sua struttura delicata, come fosse una nuvola al rhum in un cielo azzurro. Dobbiamo ringraziare Ozpetek, turco che fa il napoletano, per aver cucinato un babà e non la pastiera nel girare il suo ultimo film a Napoli. Il rischio c’era ed io temevo che il barocco della città ripreso da un regista barocco come il suddetto si traducesse in un dolce indigesto. Invece non è stato così ed io che, confesso, avevo già pronta la mia recensione negativa, mi son dovuto ricredere. “Napoli velata” è un bel film. Ed è un bel film perché Napoli è trattata con leggerezza, senza pretendere di svelarla, utilizzando tutti i suoi luoghi comuni sì, ma con rispetto, con il sorriso e la fantasia più che con il melodramma per raccontare una storia oscura ambientata in questa città. Saranno rimasti scontenti i cultori della “Napoli metafora tragica”, popolo eterogeneo e numeroso che va da De Magistris a Saviano. Ma qui Napoli è una città unica ma al pari di tutte le grandi città del mondo. Così tutti i personaggi e la loro interpretazione sono certamente napoletani ma potrebbero essere ovunque nel mondo senza perdere la loro specificità. Così Peppe Barra nel dar vita a Pasquale, voce narrante del film, non è più Razzullo della “Cantata dei pastori” ma è più il Grillo Parlante di Pinocchio. Alla stessa maniera Lina Sastri e la sua faccia nuova nell’interpretare Ludovica fa più pensare ad un personaggio tratto da “Sex and city” piuttosto che a “Mi manda Picone”, che a furia di mandarcela finiva che ce la mandavamo per davvero. E nel film c’è più la Wertmuller che Nanni Loy. Impeccabile anche Luisa Ranieri in Catena, che ci piace tanto di più quando fa la zoccola che quando fa la madre coraggio. Anna Bonaiuto, forse unica pecca, avrebbe dovuto spogliarsi completamente dei panni di Filomena Marturano da cui pare non riesca a separarsi come mette piede a Napoli. Borghi è Borghi nel misterioso Andrea, col suo sguardo assassino ma leggero ed evanescente come il babà (nella scena in penombra). Poi c’è Giovanna Mezzogiorno che è Adriana e che riesce a non essere Elena della “Tenerezza” di Amelio, personaggio simile ad Adriana in maniera imbarazzante,  ma a farci pensare addirittura a Chatryn in Images di Altman. Questo per dire che riesce ad essere un personaggio tragico napoletano ma che potrebbe essere parigino, newyorkese o di dove vi pare. Vi ho detto anche troppo, perché il film si regge sulla sorpresa, sugli stratagemmi della sceneggiatura fatti per far scoprire allo spettatore quanto si può far imbrogliare credendo di vedere e capire cose sbagliate, per poi comprenderle e per poi non capirle più per davvero.  Ci piace la scelta di far cantare la canzone sui titoli di coda ad Arisa e non a Peppe Barra o a Lina Sastri. Ci piace il messaggio che l’autore ci manda divertito attraverso la voce di Pasquale che dice: “Piccere’ ma questa è tutta una telenovela” 🙂

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15 risposte a Il turco napoletano

  1. lamelasbacata ha detto:

    Adoro Ozpetek, conosco i suoi film a memoria e non vedo l’ora, grazie anche alla tua recensione, di vederlo!

  2. Pendolante ha detto:

    Aspetto di vederlo

  3. sherazade ha detto:

    Accidentaccio!
    una recensione a tutto tondo che mi fa ricredere e quasi dubitare dei commenti negativi ricevute da persone di cui tra virgolette mi fido.
    La tua descrizione del babà è una ferita che dovrò strutturare anche se nei miei intenti oggi lunedì avrei dovuto cominciare la classica dieta ferrea…
    sherabuonagiornata

  4. Tratto d'unione ha detto:

    Dopo questa recensione lo guarderò con occhi diversi. Se mi piacerà mi farò viva 🙂

  5. gialloesse ha detto:

    Copio esattamente ” lamelasbacata ” : “Adoro Ozpetek, conosco i suoi film a memoria e non vedo l’ora, grazie anche alla tua recensione, di vederlo! “

    • rodixidor ha detto:

      Ti ringrazio come sempre per esser passato di qui, ed ovviamente non posso che ripetere la risposta già data alla gentile LaMelaSbacata: “Allora aspetto di conoscere il tuo giudizio sul film” 😉

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