L’estate

borsaL’estate è una borsa di paglia piena di niente, si gonfia dei raggi del sole e brilla rossiccia traslucida. L’estate è il riverbero accecante del mare, è l’odore della crema solare, il bastoncino del cremino, l’amore sudati, la notte ubriachi, il footing di prima mattina. L’estate è Hemingway, è delle canzoni di Battisti. L’estate è tempo da perdere che rendi infinito solo sperperandolo come i milionari al casinò. E’ l’ultimo bagno al tramonto, il silenzio dei grilli, il buio delle lucciole, il  bacio con il chewing-gum, la notte della luna.  L’estate non ha un tempo suo, l’estate è il tempo che fu, è la stagione che si autogenera, è l’araba fenice, non è mai questa estate, ma è già quella estate L’estate non ha parole nuove,  l’estate non ha niente da dire, è una bancarella di panni usati dai colori sgargianti. L’estate è una bottiglietta di vetro colorato, è il vuoto a perdere, da conservare in fondo ad un cassetto, oppure da fracassare sulla spiaggia perché diventi gemme preziose per bambini ancora non nati in altre estati.

*) La foto è di Sherazade

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35 risposte a L’estate

  1. sherazade ha detto:

    L ‘estate dei folli amori e dei sogni bambini che invecchia presto e si allontana pensierosa!

    sherabientot

  2. sherazade ha detto:

    ps. scusa nn sono riuscita a rimpicciolire la foto difronte a tanta nudità questo vecchio signore mi ha restituito il senso della vita…

  3. Alessandra Bianchi ha detto:

    Belli sia il testo sia l’immagine 🙂

  4. 321Clic ha detto:

    L’estate è il mare e la barca a vela, e dopo il mare non vedo l’ora che arriva l’inverno.

  5. Pendolante ha detto:

    I hai riempita di nostalgia per quelle estati lì

  6. menteminima ha detto:

    Per me l’estate è un posto strano, una parentesi fuori dal tempo, dalla vita vissuta, un sogno.

    • rodixidor ha detto:

      Interessante la tua suggestione. Per tutti, mi pare di poter dire, l’estate è una perturbazione temporale. Mi piace anche che tu definisca l’estate un posto e non un luogo, c’è da riflettere. 🙂

  7. newwhitebear ha detto:

    l’estate è tutto compreso un caldo atroce.

  8. Julian Vlad ha detto:

    Postulato: l’estate è quel periodo magico che aspetti tutto l’anno pensando alla quantità di cose memorabili che potrai fare (e a quelle inderogabili già in arretrato dall’estate precedente), e a un certo punto ti accorgi che è passato senza aver combinato nulla.
    Corollario: anche perché d’estate, quella vera, fa troppo caldo per non fare altro che cercarsi un posticino fresco dove schiacciare un bel sonnellino.

  9. Ghiandaia blog ha detto:

    Nelle sere d’estate hai momenti di soddisfazione che vorresti non finissero mai.🍡🍡🍡

  10. Lady Nadia ha detto:

    Che bel pezzo! Ciao.

  11. Lady Nadia ha detto:

    E… Buona estate a te😉

  12. alessialia ha detto:

    Quante cose è l’estate… e come cambia la percezione di essa durante tutta la ns vita…….
    Ero rimasta indietro perche nn sono piu entrata…. non commento tutti I post per non finire in spam .. ma li leggo tuttti! Mi spiace non essere piu tanto presente…
    I due racconti che ho appena letto son milto belli..
    Il primo crepuscolare, di un fascino antico di vecchie legende e racconti riportati solo verbalmente…
    Il secondo un punto di vista spiegato!

  13. lapoetessarossa ha detto:

    Da ottobre all’estate: è un click la macchina del tempo.
    L’estate comincia il giorno più lungo, che lei da subito fa l’esagerata.
    L’ estate è puttana, già lo sai. L’estate la da via a tutti e a tutte. E’ scollata e avvenente. E ti urla sfacciata vivimi, vivimi tutta, credimi io non finirò mai. L’estate è bugiarda, ma è bello credere alle bugie in estate. L’estate è una grande bellezza, è fiori sgargianti, gerani ai balconi che non sfioriscono mai. Nei giorni assolati ti si incolla addosso e ti toglie il fiato e anche un po’ il senno.
    L’estate ti inganna all’alba con una timida frescura, che presto si arrende al solleone ruggente e tu cadi ai suoi piedi, preda languida pronta al sacrificio per la lunga notte che ti attende. L’estate non contempla sonni lunghi e ristoratori, è il trionfo della veglia, è fare tardi a tutti i costi, per vedere l’alba ma sentirsi ancora nel giorno prima.
    L’estate è dei bambini e dei grandi, una democratica di antica scuola, fa contenti tutti, nonni, zii, e cugini che abitano lontano e che vivono solo al mese di agosto.
    L’estate: siamo tutti bellissimi e abbronzati, nudi quanto basta per accendere il cerino della passione che però non brucia per l’eternità come i tre fiammiferi di Prévert.
    L’estate finisce il 15 agosto ma tu fai finta di niente fino a settembre, e anche un po’ ad ottobre e ogni volta che il sole ti scalda un po’ di più dici che oggi sembra estate, come a San Martino, che però è già novembre. A dicembre invece dici che è già Natale, ma questa storia la scriviamo più avanti.

  14. lapoetessarossa ha detto:

    È una luce diversa, che senza il tuo post non si sarebbe accesa. Non offusca, ma illumina, forse, l’altro lato, la faccia nascosta.

  15. lapoetessarossa ha detto:

    Va bene allora, vediamo se ne esce qualcosa di buono. Bisogna capire da che parte incominciare.

  16. lapoetessarossa ha detto:

    A dicembre, si diceva, è già Natale. Ma del Natale ne hanno scritto tutti, santi poeti e navigatori. I navigatori si sa tornano sempre a casa per Natale, con i doni esotici delle Indie, che lo zenzero e la cannella mica li hanno inventati in Scandinavia quelli dell’Ikea. L’inverno nasce il 21 dicembre, un giorno cortissimo che è subito sera, ma senza scomodare Quasimodo.
    L’inverno ha scarpe pesanti perché è una stagione con i piedi per terra. Cammina a passi veloci fino al 6 gennaio, un giorno disgraziato che tutto si porta via e poi finalmente rallenta, perché arrivare al 31 è tutta una salita. L’inverno ama i silenzi delle notti limpide, quando brillano tutte le stelle che non sono cadute a San Lorenzo. L’inverno non esprime i desideri, ma se guardi il cielo dentro un abbraccio vuol dire che si sono avverati.
    L’inverno è la sciarpa colorata, perché non posso stare senza. Vorrei averne trecentosessantacinque ma gli emisferi sono solo due e non potrei mai indossarle tutte. L’inverno sarebbe profumo di legna che brucia nel camino ma ci sono le caldaie a condensazione che sono la morte del romanticismo. Il riscatto sta nel piumone e in tutto quello che ci avviene sotto.
    L’inverno a febbraio è ancora inverno, ti tradisce un poco perché allunga le giornate e alle cinque e ancora chiaro e pensi che sta arrivando la primavera, ma domani mattina ti sveglierai con una gelata coi fiocchi, oppure con i fiocchi che scendono dal cielo. Perché l’inverno è la neve, non me la sono mica dimenticata. La neve ce l’ho nel cuore perché quando nevica sono felice. E quando dico felice voglio dire fe-li-ce. Rido, la mangio, la tocco, ci faccio le palle e i pupazzi, la respiro, la calpesto, mi viene voglia di ballare. Ops, ci ho preso la mano.
    L’inverno è pure a marzo, che però sa già di primavera per via dei giacinti che sbocciano e delle vetrine con i colori pastello.
    L’inverno lo aspetto alla fermata dell’autobus. E mi sembra che non arrivi mai.

    • rodixidor ha detto:

      In realtà mi aspettavo un tuo post sul tuo blog e vista già l’estensione del tuo pensiero sull’argomento continuo a pensare che starebbe meglio lì, il tuo inverno, dove in tanti potrebbero leggerlo e commentare.
      Quindi per il momento ti ringrazio di questo bel tuo commento sull’argomento aspettando di vederlo ricomparire ampliato e magari corredato di immagini sul tuo blog dalle foglie rosse. 🙂
      Per ora mi permetto di obiettare un paio di punti soltanto.
      Il primo è che l’inverno è tutto in crescita, poiché nasce nel giorno più corto dell’anno poi tutti i suoi giorni sono in rapida crescita fin dall’inizio senza aspettare la Befana.
      L’altra considerazione è sulla neve, tutti siamo resi felici dalla neve, anche quando ci blocca strade e ci reca fastidi non riusciamo ad esser davvero arrabbiati con questo freddo e leggero elemento. 🙂

  17. lapoetessarossa ha detto:

    va bene, lo porterò a casa mia, ma sta bene anche qui, mi piace. colpa del rhum alle dieci del mattino o era mezzogiorno

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