Faccia di pietra

“La vide accoccolata come la Sirenetta di Copenaghen, le gambe piegate sotto il busto, un braccio che poggiava a terra e l’altro impegnato a reggere una bottiglietta d’acqua. Fu colpito dal bisogno pratico, la sete, quando lui aveva ancora il sesso gonfio di piacere …

La letteratura erotica presenta un grosso problema per chi si cimenta a scriverne. Il soggetto da affrontare sembra richiedere descrizioni approfondite di passioni “carnali” a tinte molto marcate e quindi lo scrittore rischia ad ogni pagina di andare contro il principio base della buona letteratura che è l’arte del “togliere”.  Hemingway diceva che nella scrittura cercava sempre di seguire il “principio dell’iceberg”,  cioè riportare visibile (scritto) solo la settima parte di quello che si vuole comunicare al lettore, il resto deve rimanere sommerso nella stessa proporzione dell’iceberg emerso rispetto a quello sott’acqua. (lo dice bene la Deborah Donato qui). Capirete che nel romanzo erotico è difficile ottemperare ad un principio del genere, molto spesso un racconto erotico si traduce in un meticoloso quanto ridondante compendio manualistico estratto dal   Kamasutra che lo scrittore farcisce di didascalia e moralismo a piene mani giusto per rassicurare il lettore che non sta leggendo pornografia.   Tacchiaspillo invece, nel suo libricino “Faccia di pietra” riesce a dimostrare che un racconto erotico può essere un racconto di buona letteratura. Riesce a farlo perché sa essere introspettiva, romantica, leggermente nostalgica, divertente e sempre divertita senza mai abbandonare la spudoratezza nel linguaggio che un romanzo erotico richiede. La storia è semplice, racconta di un gruppo di giovani uomini in una notte goliardica basata sul sesso, il titolo richiama uno sberleffo in un gioco da bambini. La struttura narrativa fa riferimento a “I Racconti del Decamerone” ma con una variante originale. L’atmosfera notturna nella quale si svolge la storia, il gioco erotico, le storie dei vari personaggi sotto traccia richiamano più il sapore  del cinema di Pupi Avati che di quello di Tinto Brass. Dopo un prologo iniziale leggermente lento nella presentazione dei personaggi poi il libro carbura alla grande ed assume un ritmo jazz che ci accompagna ad un epilogo col sorriso sulle labbra e tante considerazioni interiorizzate. L’analisi approfondita dei diversi caratteri nei personaggi maschili per un attimo mi ha fatto sospettare che dietro lo pseudonimo si possa nascondere uno scrittore maschio ma invece poi c’è qualcosa d’altro che mi fa invece pensare che sia realmente una scrittrice. Altro pregio non banale e da sottolineare è che il libro è scritto in un italiano perfetto, fluente e senza pretese, mite ma efficace nella sua schiettezza cristallina. 
Ho letto il piccolo libro stamattina in un’ora seduto su una panchina all’ombra davanti ad un piccolo cimitero di campagna. Giuro che il posto non era stato scelto se non per il fresco e la tranquillità che offriva (anche se a ripensarci mi pare il posto più appropriato per leggere di eros). La lettura è stata veloce perchè piacevole e non perché stiamo parlando di libro di poche pagine, per me è stato piacevole fino all’ultima pagina “Guerra e pace” mentre ho abbandonato altri libri alla terza pagina.
Chi segue il mio blog sa che raramente mi cimento in recensione dei libri che leggo, chi mi conosce sa che altrettanto raramente mi capita di acquistare libri pubblicati da blogger. In questo caso non ho avuto esitazioni ad acquistare il libro per la semplice ragione che nel blog di Tacchiaspillo, che seguo da poco, mai avevo trovato pubblicità della sua pubblicazione, e così trovo giusto che la pubblicità che merita le sia fatta tramite il “passa parola” da lettori soddisfatti come me.
Dimenticavo un’ultima cosa che volevo dire sul libro: il genere dello scrittore. E’ un vecchio problema irrisolto se esiste una scrittura “maschile” ed una “femminile” riconoscibili e distinguibili. Ovviamente non so dare soluzione a tale problema però il finale “fucsia” (e non “rosa”) di questo libricino mi fa propendere per una calligrafia indubbiamente femminile. 🙂

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19 risposte a Faccia di pietra

  1. lamelasbacata ha detto:

    Eros e Thanatos…. Hai scelto istintivamente il posto migliora dove leggere.
    Bella analisi, molto acuta

  2. newwhitebear ha detto:

    ben detto e ben scritto questo post. Non è facile scrivere un buon romanzo erotico senza sconfinare nel volgare.

  3. sherazade ha detto:

    Ro’
    mi hai quasi fatto venire voglia di parlare di almeno 5 libri ad alto contenuto erotico più nelle sensazioni che creano che non nel linguaggio che quando si esprime perde la sua sensualità.
    Ma l’estate avanza e anche il dolce far niente piuttosto che guardare il monitor.
    Sherabuonanotte

    • rodixidor ha detto:

      Parliamone … al fresco delle tamerici, o più volgarmente all’ombra di un ombrellone, sulle assi di legno sconnesse di un chiosco bar sulla spiaggia, o sul bagnasciuga al tramonto…. Posti ce ne sono è l’estate che avanza è la stagione adatta ad affrontare tali argomenti ardenti 😉

  4. Alessandra Bianchi ha detto:

    Inappuntabile come sempre!
    P.S. “Giungemmo al fiume. Il fiume era lì.” Hemingway 🙂

  5. Lady Nadia ha detto:

    Ciao! Trovo che l’estate sia il momento più adatto per questo genere di letture. Vedrò se riuscirò a trovare il libro, la tia recensione mi ha incuriosita. Spero di leggere presto anche un tuo nuovo racconto. Buona estate a te!

  6. massimolegnani ha detto:

    condivido le tue riflessioni sulla letteratura erotica (è un camminare su un crinale che facilmente ti fa scivolare sul banale o sull’anatomia spicciola) e sull’apprezzamento di questo libro in particolare: non ho letto il libro ma mi sono piaciuti alcuni racconti di tacchi a spillo sul suo blog, ha classe e originalità.
    ml

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