Intrudere

Qualche giorno fa in un post leggo una di quelle parole che mi incantano, mi ha preso come fa la punta del flauto dell’incantatore col cobra.e mi ha trascinato via, sospeso tra i pensieri ed i colori che talune parole sanno evocare.Le parole che mi incantano – l’ho già detto, ma cosa non ho già detto? – mi incantano per la forma che hanno, poi per il suono che fanno vibrando tra palato e lingua, poi per lo stridio che producono fra le labbra, in ultimo, ma solo in ultimo e solo talvolta, anche per il loro significato. Questa parola possiede tutte queste componenti ed è:intridere, converrete con me che è una gran bella parola.   E’ una parola talmente sdrucciola con la sua “intr” all’ingresso da dovercisi arrampicare, ma poi c’ha dentro il ridere che ti ripaga della fatica iniziale ed ha il suono della ghiaietta mossa dal mare sul bagnasciuga di una spiaggia  in estate. Il suo significato è altrettanto suadente quanto il suono, ed è così “liquido” a dispetto della sua forma che è invece rasposa come la lingua di un gatto. Chi usa una parola del genere deve conoscere come è la lingua di un gatto e non a caso lo fa parlando di fiumi carsici, di sorgiva che va ad impregnare la materia.  Intridere vuol dire far miscela, avvolgere un solido in un abbraccio fino a renderlo fluido, come il burro sa fare con la farina- o forse è il contrario? Ma il risultato non cambia – E’ un verbo da pasticcieri e fa pensare alla vita che come nei dolci riusciti bene sa intridere quello che attraversa, e la materia attraversata ne rimane intrisa e ce ne restituisce la traccia. Vi è mai capitato di attraversare le stanze in penombra di una vecchia casa disabitata? Ebbene, se vi è capitato, quella presenza che sentivate accompagnarvi mentre percorrevate i corridoi bui trasudava dai muri scalcinati ed è la vita rimasta intrisa nella casa, depositata da generazioni dopo generazioni che l’hanno abitata, ha un sapore appena percettibile ma avvolgente. Beati gli uomini  che son pasta frolla, che hanno saputo avvolgere il burro e le uova con la farina per farne amalgama, beati gli  occhi di quei viaggiatori intrisi dei paesaggi che hanno saputo attraversare, questi hanno saputo usare questo verbo giorno dopo giorno come andava fatto. Per parte mia, non so, spero d’averlo fatto almeno per un giorno perché il mio verbo invece è stato: intrudere. Basta una greve u al posto di una i ridente per cambiare completamente una parola. – ma anche questo l’ho già detto.-  come se ci si mettesse ad amalgamare il burro con la calce invece che con la farina.  Sul giornale enigmistico della nonna c’era un gioco che attirava la mia attenzione da ragazzino, si chiamava “Trova l’intruso”, mi ci soffermavo perché era divertente analizzare la figura che riportava una stanza popolata da strani personaggi per scoprire chi era quello fuori posto. Lo scoprivi da qualcosa che aveva addosso oppure dalla sua aria strana, insomma c’era qualcosa che lo tradiva, era l’imbucato, quello non invitato alla festa. Mi era molto simpatico quell’intruso, aveva qualcosa di originale, di trasgressivo, era dispari.Magari da giovani riesce più naturale coniugare il verbo intrudere che intridere, da giovani si preferisce irrompere piuttosto che amalgamarsi con ciò che ci circonda, sarà anche il testosterone o la semplice irruenza giovanile ma ad intridermi o rendermi intriso non ci pensavo affatto da giovane, oppure non ne sapevo nemmeno il significato. E con il passare del tempo che ce se ne accorge. Arriva il giorno che ti stanchi di mareggiate violente su aspre scogliere, vorresti il suono della ghiaietta che si fa attraversare dall’onda che arriva, sei stanco di essere sistematicamente l’intruso, capisci che il grumo di burro nella farina non ha niente di originale, è solo una pasta frolla rovinata, vorresti essere “liquido”, senza asperità.  C’è chi dice che si nasce incendiari, si muore pompieri, io allo stesso modo dico che si nasce macellai ma si sogna di finire pasticcieri. Sì, perchè se intridere è verbo da pasticcieri, intrudere è da macellai.

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45 risposte a Intrudere

  1. lucilontane ha detto:

    Panettiere è sufficiente? 😊 Dio che bella roba che hai scritto…ci sarebbe da parlarne. Io non so ancora se sono macellaio o pasticciere, diciamo a seconda! A volle mi sento il grumo nell’impasto. Ma poi mi viene da pensare che forse in quella pasta non sono l’ingrediente giusto. Può essere?

    • rodixidor ha detto:

      Panettiere mi piace molto, forse anche più bella del pasticciere come immagine. Mi piace aver suscitato la tua attenzione, quando affronto argomenti un po’ più intimi ho sempre dubbio di essere inopportuno, come l’ingrediente sbagliato per l’appunto, invece un commento come il tuo mi rinfranca. Grazie di cuore 🙂

      • lucilontane ha detto:

        Quando ti leggo hai sempre la mia attenzione completa. Non sempre mi sento di commentare. Personalmente mi piacciono di più gli argomenti intimi, ciò che ha a che fare con la persona. Di roba generale ne sentiamo parlare abbastanza no? E in questo post c’è qualcosa che mi stuzzica, “intrude” direi …☺️

      • rodixidor ha detto:

        Grazie ancora 🙂

      • lucilontane ha detto:

        Mi hai fatto riflettere, rileggendo il post perché ci pensavo da un po’. Ecco allora: iniziamo da “intrusi”, e poi diventiamo – per amore, amicizia, inimicizia, quel che si vuole – “intrisi”. Entriamo di soppiatto o a gamba tesa nella vita degli altri, e poi piano piano ci mischiamo come farina e burro e uova, finché siamo tutti intrisi, nel bene o nel male, di qualcuno o qualcosa o molti. Ed è bello, sono belle entrambe le cose…

      • rodixidor ha detto:

        Molto bella e molto romantica la tua interpretazione. Mi piace molto l’evoluzione che prospetti nell’incontrarsi. Ma non ero io l’ottimista ad oltranza ?!? 🙂

      • lucilontane ha detto:

        Mi nascondo bene eh?

  2. tramedipensieri ha detto:

    Sarebbe bello essere artigiano sereno, é questo l’obiettivo .penso

  3. menteminima ha detto:

    Non so fare bei commenti io, dico solo che è proprio bellissima questa cosa che hai scritto e sono contenta di aver fatto da leva perché ti è uscita una cosa bella è un po’ amara di quelle che piacciono a me e anche a te.
    Grazie

  4. Stefi ha detto:

    A prescindere dal significato letterale la parola intridere evoca in me qualcosa di irritante, una certa testardaggine stizzosa, un voler invadere in forma acuta senza chiedere permesso. Intrudere invece lo trovo giocoso, una sorta di insistenza che fa quasi solletico. 😉

  5. Grazie a te e a ci ti ha ispirato il post!

  6. sherazade ha detto:

    Che bella cosa che hai scritto! Pensieri e parole che fluttuano altalenanti e immagini!
    Ora mi fermo ma tornerò a leggere!
    Sheraconunabbraccio

  7. massimolegnani ha detto:

    affascinante affabulatore, giocoliere di suoni e immagini. Personalmente, in questa cavalcata tra parole che hai dissezionato e ricomposto con abilità, una in particolare mi ha colpito: “dispari”. Precisa come una freccia a bersaglio, lieve come una piuma.
    ml

  8. Julian Vlad ha detto:

    Come hai ragione, sull’esser dispari ci sarebbe da riempire pagine. A partire dal fatto che “uno” è numero dispari, ed è numero in cui finisco per ritrovarmi a mio agio. Dal mio punto di vista, anch’io leggo nel passaggio fra intruso e intriso un’evoluzione, un affinamento dei sensi e dello spirito. C’è stato un tempo in cui per non sentirmi un intruso avevo bisogno di un palcoscenico, ma già amavo lasciarmi intridere in beata solitudine di impressioni momenti e cose che ai più scivolavano via con indifferenza. Ora mi lascio intridere e basta, mi è sufficiente così. Qualche volta ne scrivo, ma è un piacere “unitario”, anche se c’è chi mi legge e apprezza e la cosa non mi dispiace affatto, anzi, ma non è lo scopo principale. Lo scopo è farmi intridere ancora più a fondo.
    Ma non avrei saputo dirlo con tanta chiarezza prima di leggere questo tuo post 🙂

  9. sherazade ha detto:

    e ti dedico da ‘Donne dagli occhi grandi’

    Donne per le quali “l’amicizia tra uomini e donne è un bene imperdonabile”, donne che hanno “un tale subbuglio nel cuore” che per ventilarlo lasciano le porte aperte, “così che chiunque poteva entrare e chiedere affetto e favori senza neppure bussare”, donne che danno baci “di quelli che le donne innamorate regalano perché non sanno più dove metterli”.

    shera

  10. Dora Buonfino ha detto:

    Ma che bel post hai scritto per sole due parole. Le ho scoperte pian piano e vissute fino in fondo.
    Mi son proprio divertita a leggerti 🙂

  11. sherazade ha detto:

    8 marzo 2008
    Shera8marzo2016
    8 marzo e 9 e 10 marzo tutto l’anno per imparare, riscoprirci ad amarci e imparare a vivere in armonia non tanto e solo con gli uomini ma con chiunque perché solo così la giornata del 8 marzo può trovare senso.
    Sheragrazieassaje 😗

  12. roceresale ha detto:

    Da fallita pasticcera panificatrice, mi ricordi onomatopeico “impastare”.
    Forse ne scrissi, quando mi riusciva meglio.

  13. velvetblu ha detto:

    Mi piace questa distinzione e contrasto tra intridere ed intrudere.Il primo mi porta a pensare al piacere di ricevere l’azione ,l’altro mi suscita una sensazione di forzata intromissione .E tu , unico e magico come sempre quando scrivi, doni a chi legge le tue raffinate e profonde parole.Parole che fanno pensare 😀👍🏻

  14. sherazade ha detto:

    un uomo..
    se potessimo avere sempre scarpette rosa per una vie en rose.
    Sheraconunabbraccioaugurale

  15. moni ha detto:

    azzarola ragazzo,
    era un po’ che non passavo a trovarti….
    con la scusa degli auguri son passata e che po po di discorso..

    mi ci piace!!
    vuol dire che stai bene, di sti tempi è buona cosa!!!

    un super abbraccio..

    m.

  16. alessialia ha detto:

    Ma che bella sta parola…
    E sai che una volta avevo scritto che… i confini tra i mondi contrari e tra le persone sono sottili linee liquide..
    Eh… che bello sto post rox!!

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