Sospeso

Quando entrò nella piazza la sua testa era vuota, assolutamente priva di qualsiasi pensiero, ne sentiva il rimbombo dentro di sé, come di una stanza vuota, mentre lo accompagnavano sotto un sole azzerante fino alla scala di legno del palco. C’era tanta gente, almeno gli sembrò tanta e festante che riempiva la piazza. Poi vide in fondo, contro il muro di una vecchia casa, parzialmente all’ombra, il banchetto di un venditore di zucchero filato. Quella visione gli riempì la testa di colpo ed  in modo doloroso, quella nuvola leggera sorretta da uno stecco che la venditrice passava ad un bambino gli provocò un dolore lancinante, insopportabile. Luccicava nel sole e ne sentì in bocca il gusto dolce ed attaccaticcio, ne voleva e come quando scopri qualcosa che desideravi senza saperlo fino a quell’istante, dall’istante successivo sei posseduto da quell’unico ed irrinunciabile desiderio che diventa bisogno vitale. Non ci voleva quella scoperta, imprecò dentro di sé, ora tutto diventava insostenibile sopraffatto com’era da quell’unico desiderio. Era cominciata male quella giornata, quel pretino che l’aveva svegliato, pallido e magro nella sua tonaca nerissima, sicuramente più impaurito di lui, avrebbe voluto confortarlo, privarlo del tormento che trapelava dai suoi occhi umidi, dal tremore delle sue labbra sottili, avrebbe dovuto scusarsi con lui ma non c’era riuscito. Gli era rimasto il ricordo della schiena curva del giovane nella sua tonaca che usciva sconsolato dalla sua cella, avrebbe dovuto dirgli qualcosa ma gli erano uscite solo parole di ghiaccio, insomma era andata così, ora non poteva farci più nulla. Per il pranzo poi non seppe desiderare niente, aveva la testa vuota, gli fosse venuto in mente lo zucchero filato avrebbe potuto chiederlo, ma se ne ricordava solo ora in quella piazza sotto al sole, di quanto la desiderasse. Così fece in fretta i pochi passi che rimanevano da percorrere sulle assi del palco, voleva finirla in fretta, lo zucchero gli pungeva nelle meningi. Si fermò sulla botola ancora chiusa e diede uno sguardo alla gente, raccolta lì per lui, sembrava una grande festa, ma ora erano tutti ammutoliti, se ne dispiacque, fissò il volto di una donna con un fazzoletto annodato sulla testa, gli occhi grandi e chiari, le guance rubizze, gli erano rimasti sulla faccia i segni di un sorriso ampio che doveva aver avuto fino a poco prima ed ora aveva abbandonato per fissare lui. Di colpo lei strabuzzò gli occhi e si portò una mano alla bocca stretta in un piccolo pugno. Fu quella l’immagine che gli rimase incisa negli occhi per sempre: quello sguardo celeste e spaventato in una nuvola di zucchero filato.

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28 risposte a Sospeso

  1. sherazade ha detto:

    È un incubo?
    Sherabuongiorno

  2. newwhitebear ha detto:

    se è stato un sogno, si può parlare di incubo. Se è stata una fantasia, allora l’hai costruita bene, analizzando il gusto amaro del condannato a morte che avrebbe voluto mangiare per l’ultima volta lo zucchero filato.

  3. Pendolante ha detto:

    surreale e spaventoso, ma assai ben scritto

  4. LaLetteraVi ha detto:

    La donna delle metafore vede in questo racconto un metafora di qualsiasi desiderio sorga improvviso e chiaramente irrealizzabile. Come se oltre quello non ci fosse più nulla.
    Nella sua tristezza è un’immagine così ben definita da provare voglia di zucchero filato.

  5. Julian Vlad ha detto:

    Notevole, davvero notevole!

  6. massimolegnani ha detto:

    Non un sogno, non un incubo, ma una vicenda quanto mai viva, ottocentesca se l’ambientiamo dalle nostre parti, decisamente contemporanea se in altri luoghi del mondo. Assolutamente realistica, in ogni caso, con una pieta’ distaccata da parte tua. Molto piaciuto l’approfondimento psicologico del protagonista il cui lavoro di estraniazione dal mondo viene vanificato dalla vista dello zucchero filato. Struggente.
    Peccato qualche distrazione (rimaSse alle ultime righe) e una scelta stilistica a meta’ brano che mi sembra cozzare col resto (percosse(?) in fretta il percorso..per farla finita in fretta)
    ml

  7. Alessandra Bianchi ha detto:

    Ecco il tuo stile, che a me piace sempre moltissimo.

  8. Porzia ha detto:

    bello!

  9. stileminimo ha detto:

    non l’ho mai assaggiato.. lo zucchero filato…

  10. sherazade ha detto:


    Finalmente Primavera!
    Buona serata!

  11. alessialia ha detto:

    oh! il tuo primo racconto che ho letto.,… mi ha lasciato un mix di sapori in bocca!
    il dolce dello zucchero filato! quando lo vedo sembro come una bambina! il volere una cosa e non poterla raggiungere…. e poi a volte capita che la vuoi con tutta te stessa, ma arriva il momento che la ottieni e non è piu cosi interessante ai tuoi occhi…
    ci vedo anche un’altra possibile spiegazione, ma forse è un po brutta e cupa! mi piace piu questa dell’irraggiungibile!

  12. Lady Nadia ha detto:

    E’ terribile. E’ un condannato a morte o solo un incubo? Scritto divinamente. Ciao.

  13. Pingback: SABATOBLOGGER 40. I blog che seguo | intempestivoviandante's Blog

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