Alaska

locandinaAll’uscita dalla sala percorrendo il corridoio verso l’uscita vedo una faccia familiare che mi si avvicina in senso opposto. Un tipo che conosco ma che non mi ricordo assolutamente chi è. Non so se vi capita, a me capita spesso e la cosa inizia anche a preoccuparmi. Quando ci incrociamo parte da entrambi un “Ciao” amichevole e di reciproca simpatia. Tutto il tragitto poi fino all’uscita io a lambiccarmi il cervello alla ricerca del link che mi permetta di arrivare a dare un contesto, un ricordo se non un nome a quella faccia. Ed infine arriva, quel flash improvviso che illumina l’oscurità che attanagliava il mio cervello ad elaborare possibili indizi e mi ricordo chi è e perché lo conosco e posso tornare rilassato. La vita è fatta di incroci, incontri fortuiti, quelle casualità che fanno intrecciare le traiettorie dei  nostri moti browniani  con quelle di altri e si fanno storia per ciascuno di noi al punto tale da farci chiedere se c’è un disegno dietro a questi scontri. Alaska è una banale storia d’amore, storia di amore travagliato, appassionato e noir come ne abbiamo visto o letto a bizzeffe ma il film ha una sua originalità, sa raccontare di coincidenze, incontri, scontri così come capitano nella vita reale e solo raramente nei film. Quando in un film assistiamo all’entrata in scena di un personaggio cosiddetto “minore” già sappiamo che la sua storia poi sarà funzionale alla struttura generale del racconto complessivo, qui non accade, i personaggi si incontrano, fanno un pezzo di strada insieme ma poi non sappiamo se si incroceranno ancora oppure no, forse. Questo rende il film avvincente ed a mio parere, verosimile. Fausto è un opportunista ma non per consapevole modo di essere ma perché navigando tra le onde che attraversa questo gli sembra l’unico modo per rimanere a galla, ne risulta una cattiva persona, un debole,  e per questo sembra non accorgersi di quanto lui stesso sia determinante per le persone che incontra. Nadine è l’angelo della storia, la ragazzina travolta ma travolgente per la sua natura fatta di sentimento, ma sarebbe una domanda sbagliata chiedersi se rappresenta l’angelo del bene o quello del male.  Così non sapremo mai dare un valore a ciò che accade, se un incontro è un bene o una disgrazia, se un piatto di mirtilli davvero può salvare una vita. Poi ci sono gli altri personaggi, per niente minori, per niente subalterni alla storia per quanto detto sopra.  Elio Germano bravo ma non sempre credibile in Fausto, forse perché ancora a tratti sta a fare il giovane favoloso o forse perché avrei preferito una faccia nuova ad interpretare questo personaggio. Astrid Berges-Frisbey invece è perfetta in Nadine,  questa giovane attrice sa “esistere” nel suo personaggio senza strafare e senza quindi strabordare in una sdolcinata eroina né in angelo del male, ma rimanendo molto terrena lei che ha saputo ammaliarci come Sirena nei “Pirati dei Caraibi”.  Bravi gli altri, bello il personaggio del compagno di cella di Fausto. La visione ripaga il prezzo del biglietto, almeno di mercoledì.

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16 risposte a Alaska

  1. sherazade ha detto:

    Mi hai convinta : una banale storia d amore come del resto lo è la vita che a tratti diventa eroica in virtù di tanti personaggi minori funzionali al racconto: noi!
    Shhherabuonanottebuongiorno

  2. roceresale ha detto:

    Metto nell’elenco di quando farà freddo e la domenica raggiungerò la sala.

  3. massimolegnani ha detto:

    Di mercoledi’ costa meno il biglietto o la tua benevolenza cinematografica e’ all’apice?
    🙂
    ml

  4. Julian Vlad ha detto:

    Una bella analogia fra visto e vissuto, mi piace 🙂
    Concordo con la tua analisi, sulla casualità di incontri che non sappiamo quanto significativi o no, a volte sì e in modo inaspettato, altre ci paiono o lo vorremmo e sfumano nel niente, disegni di trame nascoste che si dipanano a nostra insaputa e si rivelano con stupore, quasi fossimo i protagonisti di un romanzo, o di un film. E credo che Alaska, da come ce l’hai raccontato, sia un buon film che valga la pena di essere visto, se è in grado di esprimere questo stato di costante incertezza e di aspettativa, che appartiene alla vita vera. Lo cercherò nelle sale.

  5. gialloesse ha detto:

    Grazie Rodixor per il tuo “mi piace” al mio post “per ricordare Mario Schifano”, dal profondo del cuore. Non hai idea quanto bene mi faccia qualcuno che capisce finalmente le mie “strane” foto.
    Grazie ancora con profonda emozione.

  6. Alessandra Bianchi ha detto:

    Lo vedrò! Promesso 🙂
    Scrivi di rado, ma sempre bene.
    Ciao.

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