Obliovescenza *

Sulle palpebre cortine trasparenti contro il meriggio accecante si delinea la tua ombra arancione che poi nell’avvicinarsi non sei tu e mi persuado che non so riconoscerti sopravento, da sottovento forse sì ma non ne sono nemmeno sicuro. Da bambino pensavo che la notte venisse per tutti poi da giovane dopo il tramonto cercavo di immaginare gli altri che scorgevano il sole oltre il mio orizzonte: li immaginavo sorridenti, ora non riesco più ad immaginare un giorno oltre la mia notte come da bambino, rimango insonne con la finestra aperta a guardare la volta oscura del cielo illuminato da tante lucine gelide e tremule, non riesco ad immaginare oltre me stesso. Quando ero giovane credevo che il futuro fosse unico ed ineluttabile, ora la penso in maniera diametralmente opposta, di ineluttabile c’è solo il passato mentre i futuri possibbili rimangono tanti finchè il presente non ne imbocca uno,  si può costruire una macchina del tempo solo in direzione del  passato. Ho dei ricordi indelebili fissati come quelle piccole luci sideree conficcate nella volta oscura, poi tutto il resto è oblio, tutta memoria instabile, i miei ricordi potrei fissarli tutti su un block-notes di poche pagine. Ieri ho incontrato per caso Ines, non l’avevo riconosciuta, forse perchè un po’ ingrassata, forse perchè decontestualizzata (mi piace troppo questa parola), non ricordo nemmeno quando è il suo compleanno e questo pensiero mi deprime. Chi ha detto che siamo la nostra memoria? Io non me lo ricordo. Di questa notte calda non ricorderò niente domani quando il chiarore del sole avrà cancellato le stelle dalla volta celeste e la prossima notte mi sembrerà di formulare nuovi pensieri, originali come le stelle fisse che contemplerò ancora per la prima volta.

* Il titolo è un neologismo da me inventato

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6 risposte a Obliovescenza *

  1. “decontestualizzare” è una parola meravigliosa. sottoscrivo.

  2. sherazade ha detto:

    Se e un esercizio di scrittura è avvincente e ‘dark’ al punto giusto se è così che pensi e ti senti io…dissento!
    Siamo la nostra memoria? Certo che sì. Esiste anche una memoria collettiva che ci lega. Dei gesti. Un profumo che nn si ritrova (penso ai tigli che nn fioriscono più x l inquinamento )… impossibile x me sarebbe il pensiero di essere così disperatamente senza riferimenti.
    Sheramaxchennscavarenelprofondo

  3. menteminima ha detto:

    Mi piace assai questo post, amaro ma non completamente.
    Bellissimo il titolo, potevi evitare lo spiegone 🙂

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