Un giorno

La luce del giorno scorreva gelatinosa lungo la facciata del palazzo di fronte e intanto umidificava le sbarre alla finestra prima di inondare il selciato del marciapiedi. Nella stanza la linea d’ombra scorreva in diagonale scoprendo le sue spalle abbronzate ed il nuovo giorno subdolamente le offriva un sonno ristoratore in cambio di una notte insonne. La città si svegliava granitica ma in realtà aveva solo fatto finta perché Milano non dorme mai. E’ città da bere per non affogare con il Cimitero Monumentale accanto al Mega Centro Commerciale, è città che non cambia ma ti cambia. A Loreto cambiando il giallo con il verde mi viene da pensare che proprio qui la Storia nel cambio è stata oltremodo generosa concedendoci  un finale drammatico in cambio di quello in farsa previsto dal copione.  Milano è sangue caldo in arterie da soldato, è  mani generose buone a fare il pane, è donne robuste che volano leggiadre sulle biciclette. Milano è il disegno di una farfalla fatto con il nero di china. Milano è una ragazza che fa colazione fra i grattacieli e sorride tra le lacrime.

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16 risposte a Un giorno

  1. oppure a loreto cambia la rossa con la verde (ma se vieni da bisceglie-molinodorino meglio cambiare a cadorna così ti siedi) 😛

  2. Grazia Bruschi ha detto:

    poetica visione di una milano che dagli occhi arriva al cuore

  3. Topper ha detto:

    E’ una Milano che non mi piacerebbe conoscere. O forse sì.

  4. graziaballe ha detto:

    chissà perchè questa mi sembra una milano d’appuntamenti clandestini!
    come lo sguardo di un uomo che osserva per non essere osservato.. 🙂

  5. massimolegnani ha detto:

    Quasi mi fai venire nostalgia della citta’ 🙂
    ml

  6. newwhitebear ha detto:

    Milano. Una città amata e odiata senza vie di mezzo. Un piccolo spaccato di una città sempre di corsa, perché lo stereotipo la prevede così.

  7. aliota ha detto:

    a me manca Milano, ma non le sono mai appartenuta.

  8. rossodipersia ha detto:

    Non conosco Milano, se non di fortuna, e le atmosfere che hai descritto mi hanno fatto pensare a quelle uscite di fabbrica dopo il turno di notte, riprese spesso dal neorealismo, con i caffè che si animano e una donna che attraversa la strada ancora in abito da sera.
    E poi c’è la musica che hai scelto. E quella spacca tutto.

  9. sherazade ha detto:

    Mi piace questa idea della ‘Milano da bere’ per nn affogare. Tutto rende l idea della disgregazione.
    Sherabuon…giorno

  10. graziaballe ha detto:

    Oh, bhè? Ci sei sparito nella nebbia di Milano? 🙂

  11. sherazade ha detto:

    Grazie per eserti ‘allungato’ da me.
    Buon WE 😉

    shera

  12. menteminima ha detto:

    Eccolo là, a Milano…

  13. Milano..una città che non conosco ma che dopo aver letto il tuo post mi incuriosisce 😉

  14. sherazade ha detto:

    Vengo a vivere a Milano. Una suggestione così nn l’ho ancora trovata a Roma.

    sheragenialissimoamico 🙂

  15. Pendolante ha detto:

    Abile a portare fuori dalla stanza l’attenzione. Milano città metafora

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