Lettera dal futuro

Il bello di vivere in questa isola è che il giorno del mio compleanno coincide con una ricorrenza nazionale e quindi giro per strade tra bandierine, feste commemorative sempre vivaci e colorate come tutto sa essere qui. In questa giornata festosa quindi mi allungo tra gli imbarcadero al porto prima di inoltrarmi tra le stradine per andare al “Caffè Italiano”, oggi serata speciale per festeggiare il mio 64esimo compleanno. Abito qui dal 2018, l’anno del “Big Default”, ho aperto un piccolo caffè letterario dove organizzo eventi letterari principalmente sulla divulgazione della letteratura italiana ed in generale sulla letteratura europea,. Oltre che per il caffè all’italiana qui vengono in tanti perché hanno tutti una grande curiosità sulla nostra letteratura e la divorano con voracità. Se capitate qui venitemi a trovare, sto in Via San Sidor 15, una stradina tra la Stazione Centrale ed il Convento di Belen. No, non vi sto prendendo in giro qui c’è un convento che si chiama “Convento de nuestra senora de Belen”  ed io sto non lontano da lì, un bicchiere di rhum per i connazionali in vacanza lo offre il locale. Ora qua si vive bene, probabilmente si è sempre vissuto bene ma da quando si è capovolto il mondo questo è sicuramente diventato uno dei posti più ambiti del pianeta. Ah già, ma voi non sapete niente di quello che è accaduto negli ultimi quindici anni. Mi tocca raccontarvi come in pochi anni è capitato di tutto, ci provo. Il 18 aprile 2018 va in default Wall Street ed a seguire il crack finanziario di gran parte degli stati occidentali, per come dipendevano dalle banche vanno in default Stati Uniti, Giappone e gran parte degli stati Europei tra cui l’Italia naturalmente. Le banche cinesi fronteggiano il debito generato e così la Moneta del Popolo (RenMinBi) diventa la prima moneta nel mondo perché  l’unica solvibile. Non sto a raccontarvi tutto nel dettaglio ma potete immaginare i sovvertimenti politici che sono seguiti. Cina e Russia stringono un patto politico e favoriscono la formazione di un unico grande stato africano-arabo, il nome è “Federazione Stati Africa del Nord” che comprendono: Libia, Eggitto Tunisia, Libano, La Palestina, ed altri. Sì, poi si è formato lo stato della Palestina, Israele è stato de-militarizzato e rimane uno stato indipendente ma legato per costituzione al controllo palestinese. L’Italia con tutto il Mediterraneo sono di fatto sotto il controllo di questo grande stato africano. Non si sta malissimo in Italia, solo che ora la religione di stato è quella islamica, il Papa ha preferito trasferire la sua dimora a San Tropez. Vi ricordate Renzi? Fa l’animatore in un villaggio qui all’Isola della Juventud, è simpaticissimo, lo chiamano il “Fiorello del Mar dei Caraibi”. Fiorello invece è diventato buddista, penso stia in Nepal. L’Italia è ora una repubblica presidenziale ed è stata da poco eletta come nuovo presidente Ambra Angiolini. La Mondadori è controllata da una Fondazione di Scuole Islamiche, Marina Berlusconi sta benissimo col burka. Google, Amazon fallite, ora la Rete è libera e senza pubblicità, viene gestita da una Organizzazione Internazionale no-profit che garantisce la connettività gratuita ovunque. Tutto è cambiato e tutti sono cambiati. L’unico che è rimasto uguale a sé stesso è Fidel, che fra poco compirà 100 anni, va alla grande, è sempre in giro negli USAS per conferenze. Già dimenticavo di dirvi una cosa importante, l’America Latina è ora un unico grande stato federale:”Unione Stati America del Sud”, il grande sogno di Ernesto Che Guevara si è avverato. Fidel una sera è stato qui al Cafè, appena sa che sei italiano comincia a raccontare la sua storia d’amore con la Lollobrigida e si commuove con grandi lacrimoni, la scena è piuttosto imbarazzante.  Che altro dirvi ? Ora nel mondo va una musica strana afro-indio-orientale che detesto. In Italia Pino Daniele è stato arrestato per offesa al Corano mentre Jovanotti recita i versetti del libro sacro nelle scuole islamiche Le auto sono tutte elettriche, Marchionne insegna “Meditazione Trascendente” alla Sorbona. Di me posso dirvi che gli acciacchi incalzano ma,  sarà il sole dei tropici, la musica, la gente, il rhum, l’epoca storica che stiamo vivendo,  non cambierei i miei 64 anni con i miei 30. Hasta la vista amigos.

Nota: Il tema “64 anni” ci viene proposto dall’amico Giacari che saluto.

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43 risposte a Lettera dal futuro

  1. per un attimo pensavo fosse tutto vero. marchionne alla sorbona ha rotto l’incanto: oltralpe non lo piglierebbero manco nella fantasia.

  2. giacani ha detto:

    Applaudo commosso! Ci passerò in Via San Sidor 15… 😉

  3. menteminima ha detto:

    Applausi!
    Su Cuba abbiamo già discusso. .. ti serve una che spolveri i libri?

  4. quelfilosottile ha detto:

    Ahahah Bellissimo il tuo racconto , compliemti per la brillante fantasia ! Mi è piaciuto davvero ! C’è un’ altra puntata vero ?
    Un abbraccio e buon week end feriale
    Rosy

  5. newwhitebear ha detto:

    Renzi ha trovato la collocazione giusta: animatore in resort turistico oppure mi sono sbagliato.
    Diamine nel 2033 sono troppo vecchio per farmi una attraversata atlantica e passare da Via San Sidor, 15. Vorrà dire che rimango nel mio giardino a coltivare fichi nerini e mele asprigne. Se te ne servono, posso mandartene qualche cassa. Sono ottimi.

  6. germogliare ha detto:

    The rum diary…potrebbe essere stato scritto nel tuo locale. Poi mi dici…cin cin

    • rodixidor ha detto:

      Non ho mai osato paragonarmi a Johnny Depp o forse non ho trovato la Cioccolateria giusta per fare il pirata.

      • germogliare ha detto:

        1- tu saresti il locandiere, no lo scrittore Depp (sacro Depp, bellissimo Depp).
        2- forse sì, ma non si può avere tutto dalla vita, anche se rum e cioccolata stanno bene insieme.

  7. gelsobianco ha detto:

    Applaudo!
    Grande la tua ironia.
    🙂
    gb
    Ti vengo a trovare! Senza dubbio.

  8. giovanotta ha detto:

    ahah! non avevo letto il titolo e m’era preso un colpo come al primo commentatore
    torno a trovarti, per intanto buon ferragosto e non esagerare con i mojtos

  9. smeraldo55 ha detto:

    Brillante e allegro, colorato questo mondo futuro. Magari fosse vero ! Un EDEN !!!!!!!!!!

  10. gialloesse ha detto:

    Morirò certamente, ma non tornerò mai più su questo pianeta, per alcun motivo : altra esistenza, altre forme, altra pelle, mente, pensieri. Hai scritto una cosa che non è poi tanto fantastica. Bravo certamente, e questo lo sapevo già, solo che non riesco a riderne, è un futuro abbastanza probabile il tuo, anzi molto.

  11. Nuvola ha detto:

    Da giorni cerco la strada, la casa e l’indirizzo… ma è mai possibile.. che ne vecchio pianeta hanno perso la valigia con le coordinate… e tutti i tesori che vi avevo messo dentro da portare sulle nuvole per poi sfioccarle?.. comunque sto perdendo tempo ma tu aspettami… e conserva la parte di ironia che mi spetta.
    La nuvola miriammmmmm
    http://www.sfioccarelenuvole.wordpress.com

  12. doraforino ha detto:

    Piacevole racconto che ho letto volentieri!
    A risentirci!
    Dora

  13. graziaballe ha detto:

    Su Cuba siamo preparati…Ludo ha incentrato la sua tesi di quest’anno per l’esame di 3 media proprio su Cuba come ripartenza per il mondo! 😀
    La scuola non è la morettiana Marilyn Monroe (ma nel futuro pare ci sia speranza!) ma lui ha osato lo stesso.
    Se occorre un buon elettrauto, per le auto elettriche, chiamami! 😉

    • rodixidor ha detto:

      Ti aspetto, l’indirizzo ce l’hai 🙂

      • graziaballe ha detto:

        Mi ritroverò persa nel convento del Belin…
        Cmq suggerisco di chiamare il Caffè “Caffè Italo” visto che Calvino è nato a Cuba e che nel nome c’è la radice (e nella sua scrittura molto di più) del nostro paese!! 😀

      • graziaballe ha detto:

        Ho scritto del belin???? l’ho pensato ma avrei giurato di aver scritto giusto! io forse devo partire prima del 2018…

      • rodixidor ha detto:

        Direi di sì … E’ pur vero che da Torino il mare per voi è la Liguria e quindi il lapsus dialettale ci potrebbe anche stare … Ammetto di non sapere che Italo Calvino fosse nato a Cuba ma il suggerimento sul nome al locale non mi convince molto,sottolinea troppo l’aspetto letterario e patriottico, non so, ci penso 🙂

      • graziaballe ha detto:

        😀 dai, va bene qualunque nome…è che “Caffè italiano” fa d’antan…
        (la verità è che io sarei piu il tipo da “bar italo” per dire, più che Caffè. Bar fa molto più dopoguerra, periodo che trovo più affascinante dell’800…almeno per quanto riguarda il nostro paese! 😉 )

  14. sherazade ha detto:

    Inquietante perchè è l’oggi e le sue storture che l’ironia non alleggerisce.
    sherazade

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