Se hai le ali perché non volare?

NYMPHOMANIACAndare al cinema alle 3 del pomeriggio fa molto sfigato. Se poi ci vai da solo e di domenica potresti essere invece un critico cinematografico oppure un maniaco. Poiché amo i gatti e quindi non sono un cinefilo nemmeno di striscio (questa battuta non fa ridere nessuno ma a me piace tanto), poiché solitamente non pratico oscenità in luogo pubblico, non mi rimane che ammetterlo: sono uno sfigato. Questo preambolo solo per mettervi all’erta che quello che state per leggere non può essere definita la recensione di un film per almeno un paio di buone ragioni. La prima ragione è che questo è il primo film che vedo del regista danese  Lars von Trier , quindi non so inquadrare questo film nella sua produzione, altra ragione è che il film di cui voglio parlarvi, poiché nella sua versione originale ha la durata di circa cinque ore, è stata suddivisa in due film nella versione italiana: Nymphomaniac vol.1 e vol.2 e quindi, avendo ora visto solo la prima parte, per dare un giudizio compiuto dell’intero film devo aspettare di vedere anche la seconda parte. Ora, messo per bene davanti entrambe le mani posso passare a sottoporvi la mia personalissima impressione su questo film. La storia è presto detta.   Freddo inverno, tra le strade innevate di una città nordica (penso inglese) il vecchio Seligman si imbatte nel corpo riverso ed insanguinato di una donna: Joe. Poichè la donna rifiuta di essere accompagnata all’ospedale, il vecchio la porta a casa e l’assiste con tè e dolci ebraici. Joe si riprende e vuole raccontargli la storia di tutta la sua vita di ninfomane (così lei si definisce) dall’infanzia ai suoi 50 anni. Così inizia il racconto-confessione della donna ed il film si struttura in capitoli distinti che sono i vari racconti in vari momenti della vita di questa donna (in realtà il vol. 1 si interrompe nella giovinezza). Così la prima storia è di Joe a 10 anni che inizia a scoprire il sesso in giochi con la sua amica coetanea, per poi passare nella seconda storia a loro due ragazze che si sfidano a chi ha il maggior numero di uomini in un viaggio in treno e così via nel corso della vita. Il racconto è anche confessione perché mentre per Joe raccontare deve servire a convincere Seligman di essere una cattiva persona, questi invece le fornisce altre prospettive a contraddire la sua tesi, in definitiva assolverla. Così il film si sviluppa tra le storie raccontate con il ritorno nella stanza di Seligman ed ai colloqui fra i due al termine di ogni storia in uno scenario vagamente Bergmaniano.  E quando si parla di sesso capite si parla di tutto, così i discorsi toccheranno i numeri in sequenza di Fibonacci con implicazioni nella polifonia di Bach per poi rapportarla al sesso a più voci, si parlerà di tecnica di pesca e di seduzione, posate per il dolce e ciò che implica,  ed i dettagli, i dettagli che compongono il puzzle che è il desiderio, si racconta dell’erbario  preparato da Joe da bambina iniziata all’osservazione degli alberi da un padre amorevole, di una madre definita “stronza gelida”, si parlerà di vita e di morte, di religione  e di tanto altro. E’ un film fortemente  letterario perché fortemente strutturato dal segno che sia la parola, l’immagine, il suono della colonna sonora che va dal punk nord-europeo alla musica classica. Un film didascalico, forse la sua cifra, il suo limite. Un bel cast con la protagonista Gainsbourg che incanta con la sua faccia asimmetrica da segugio.  Ci sarebbe molto altro da dire perché son tanti i temi affrontati e le sfumature stilistiche da sottolineare. C’era il regista Bunuel che diceva che c’è una regola fondamentale che un buon film deve soddisfare e che è: lo spettatore durante la proiezione non deve mai esser sicuro di cosa accadrà nella scena successiva. Ho sperimentato che con tale regola tanto semplice da verificare possiamo veramente dividere i film belli da quelli brutti. Questo è un bel film.

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48 risposte a Se hai le ali perché non volare?

  1. rossodipersia ha detto:

    Mi sono innamorata di questo regista quando ho visto il film “Le onde del destino” che ti consiglio assolutamente di vedere. Così come “Dogville” e “Melancholia”. In ogni film trovo una cruda esplorazione dell’essere umano che riesce sempre a mettermi in discussione. Quest’ultimo non l’ho ancora visto, purtroppo non piace a tutti e mi riesce difficile trascinarci qualcuno. Andare soli non è da sfigati, è una cosa invece che devo imparare: almeno vedo ciò che voglio vedere.

  2. stileminimo ha detto:

    Io pure ci vado da sola, quando voglio, agli orari che mi garbano, magari senza programmare… e mi piace andare al cinema così, da sfigata. Lo devo vedere, ma come Rossodipersia, il regista in questione piace molto anche a me.

  3. elinepal ha detto:

    Allora io sono super sfigata perché vado spesso da sola. Amo i film di von trier ma ancora non sono riuscita a vedere questo .

  4. menteminima ha detto:

    Intanto dico che mi piace.

    • rodixidor ha detto:

      Grazie. Quando vedrai il film mi farà piacere conoscere il tuo giudizio. Io non lo giudico un film memorabile ma sicuramente da vedere anche se comunque è solo mezzo film.

  5. germogliare ha detto:

    We, ma come sei bravo a parlare di film. Lo vedrò!

  6. stephymafy ha detto:

    Assolutamente d’accordo con te.
    Un gran bel film con un’infinità di sfumature e spunti di riflessione. E aggiungo che personalmente Christian Slater è stata una rivelazione…dopo tanti anni e ruoli…l’interpretazione del padre è notevolmente intensa.
    Ciao.

    • rodixidor ha detto:

      Sì, ho solo accennato al cast di eccezione. Bravo Slater nell’interpretazione del padre, brava Uma Thurman nell’interpretazione della Signora H, agguerrita e disperata, bravi tutti.

  7. fango ha detto:

    anch’io credo di non aver mai visto un suo film.
    analisi interessante, grazie.

  8. roceresale ha detto:

    Io ho amato “le onde del destino”. Ma questo non lo so. Troppo battage (si dice così?) pubblicitario. Lascio sedimentare, poi attuo l’operazione dvd. Però, vero, peccato che tu sia così poco cinefilo, che quanto scrivi invece è gradevole.

    • rodixidor ha detto:

      Grazie, sei gentile. Se fossi un vero cinefilo ti direi che un film va visto assolutamente al cinema, immerso nel buio di una sala ed assolutamente non da un dvd a casa. Ma fortuna per te amo i gatti 😉

  9. Se e’ un bel film merita di essere visto…ci faccio un pensierino 🙂

  10. gialloesse ha detto:

    OK, da ora andrò al cinema da solo la domenica pomeriggio, è senza dubbio opportuno. Lars von Trier è un grande l’ho conosciuto attraverso “le onde del destino” e adesso non vedo l’ora di vedere quello di cui ci hai parlato. Grazie.

  11. newwhitebear ha detto:

    Leggo un bel po’ di commenti su chi è sfigato oppure no. Non saprei classificarmi: al cinema non ci vado né da solo né in compagnia. Sono irrecuperabile^
    Comunque complimenti per la recensione pulita, sintetica e concisa.

  12. penna bianca ha detto:

    anch’io vado al cinema da sola. Capisco che può sembrare da sfigati. a volte vado anche a pranzo fuori da sola. Organizziamoci 🙂

  13. massimolegnani ha detto:

    non ho visto questo suo film, sono un po’ prevenuto per il cancan che lo ha preceduto, Ma “onde del destino” e “dogville” sono due capolavori. Strabilia come un regista così sensibile e colto possa dichiararsi filonazista, ma forse, come per gli scrittori, dei registi non si dovrebbe sapere nulla al di fuori di quello che ci comunicano con le loro opere.
    ottima recensione o meglio presentazione del film, complimenti
    ml

  14. graziaballe ha detto:

    ml mi ha tolto il commento dalla tastiera! le onde del destino mi ha fatto piangere da star masle…il che è da sottolineare dasl momento che piangere al cinema mi riesce pure con film-commedia. Motivo x cui non vado mai da sola…l abbordaggio sarebbe facilitato! 🙂
    detto ciò sei bravo nella critica cine!! meglio di tanti “professionisti”! (la battuta sui gatti pero nun se po, sentì!!) 😀

  15. aliota ha detto:

    ho letto solo il preambolo, perché forse vado a vederlo domani sera.
    vado anch’io a vedere i film la domenica pomeriggio da sola. ma sono una maniaca. 🙂

  16. righe orizzontali ha detto:

    Anche io fan di Lars, dei suoi film travolgenti e dei registi del Dogma 95. Cinematografia di livello superiore, che non delude mai.

  17. senti un pò…
    ti va di volare al mare per il fine settimana ??
    così giusto per stare in tema col titolo del post!!

  18. Alessandra Bianchi ha detto:

    Se sei uno sfigato tu, allora lo sono anch’io 😛
    Ottimo post e un plauso per Dogville con la grande Nicole.
    Felice serata ^^

  19. rodixidor ha detto:

    Grazie delle belle parole. Scopro tanta simpatia fra gli sfigati 🙂
    Buona serata anche a Te.

  20. antheathecharis ha detto:

    Ecco un’altra allegata al circolo degli sfigati: tadaaaaa!
    Mi hai messo voglia di vedere questo film, che ho evitato finora probabilmente per mera barriera mentale. Grazie!

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