Il peggio è passato

Superata la lunga discesa nel buio da Ognissanti a Natale ora iniziamo a vedere la luce, sarà ancora in salita ma sarà sempre meglio, il meglio è futuro. Dovremmo alzare il ditino su tutto il Globo per contarci e scoprire di essere numerosissimi. Tutti come Michelino nella commedia di Eduardo che al padre incalzante continua a ripetere la sua semplice verità: “Nun me’ piace o’ presepe!”. Dovremmo urlarlo, ma noi non siamo rivoluzionari, in fondo pensiamo anche di essere un po’ sbagliati. E così abbiamo sopportato tutto di buon grado, ammesso che la malinconia ha il suo fascino ma in realtà a noi il buio ci fa solo tristezza, per non rovinare la festa non vi abbiamo mai detto che trovavamo questo periodo dell’anno deprimente, le lucine colorate terribilmente kitsch, il panzone vestito di rosso della Coca Cola un ipocrita da doversi trattenere per non strangolarlo con la sua stessa barba, le canzoncine corali da vomito, la Sacra Famiglia ci ricorda solo il Sacro Romano Impero. Così siamo stati tranquilli, tenuto a freno i frequenti impulsi bellicosi, apprezzato dolcetti tradizionali, risposto a tutti gli sms, giocato a tombola, visitati gli infermi, brindato, dispensato abbracci e baci, tenuto sulle ginocchia dolci bambini dai  canini aguzzi di piccole fiere in attesa del dono dovuto. Ce l’abbiamo fatta, ma ora basta, il Solstizio è passato, possiamo attraversare l’inverno fiduciosi per la primavera che ci aspetta finalmente. Dai, ora passami il rum che ho voglia di festeggiare di brutto.

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28 risposte a Il peggio è passato

  1. poetella ha detto:

    ce ne sarebbe anche un goccetto per me? Di rum?
    (P.s.
    beh, un gran bel vedere per i maschietti, tutti quei culetti rosa…ma, da una femminuccia, quel Grignani è da sballo!)
    (bel regaletto di fine anno!)
    (grazie!)

  2. bah, che tristezza il video di grignani: cosa non si fa per aumentare le hits del video di una canzone mediocre (non che lo conosca più di tanto, per la verità, ma l’impressione è non è certo un granché).

  3. menteminima ha detto:

    preparo un mojito da paura

  4. Mads ha detto:

    Pure io voglio un goccetto. Poi passalo a me.
    E vai così.

  5. tramedipensieri ha detto:

    Evviva!
    E’ passato!

  6. tilladurieux ha detto:

    Proporrei per il prossimo Natale uno scambio di parenti. Un po’ come si fa con le case talvolta. Ognuno va dai parenti di qualcun’altro, assolutamente e perfettamente sconosciuti, creando il maggior imbarazzo possibile.

  7. newwhitebear ha detto:

    Siamo in discesa verso la primavera, anche se l’inverno non ha ancora mostrato il suo lato peggiore. la luce lentamente prende il sopravento sul buio come dice una gustosa filastrocca dialettale.
    Che il 2014 sia felice e sereno.

  8. roceresale ha detto:

    E un cognac, qua, passa. Grazie

  9. penna bianca ha detto:

    Il rum è il mio liquore preferito.(per l’esattezza lo Zacapa;-)) Babbo Natale da piccoli era quasi uno sconosciuto. Dalle mie parti si credeva solo alla Befana 🙂 Adesso non che la globalizzazione ci ha devastati.

  10. margotcroce ha detto:

    chissà com’è che siamo tutti nauseati da questo annuale incidere festoso e ipocrita ma pochi hanno il coraggio di dirlo…
    ma tu rinunceresti al natale se te lo chiedessero?

  11. P.P. ha detto:

    visto? tutto passa!

  12. lapoetessarossa ha detto:

    Una risposta di ottobre al dramma di dicembre.
    Sposo tutto e non chiederò mai il divorzio. Lo sposo nella buona e nella cattiva sorte. Nella buona cattiva sorte perché alla fine Natale non si tocca, non cambia data come Pasqua, non ti sorprende insomma, sai che arriva e ti prepari per tempo. Sai già tutto il copione a memoria. E non ti serve il suggeritore dalla buca. Sai già quello che mangerai e con chi . Sai già che non ti sorprenderanno i doni perché il Natale è dei bambini e basta e a te Babbo Natale o Gesù Bambino manco ti considerano. Lo ammetto, Vostro Onore, ho la mia casa è kitsch, trabocca di decorini, angelini, ghirlandine, biscottini, e lucine al balcone e lungo tutto il corrimano della scala. E poi naturalmente c’è l’albero, un alberone da centro commerciale dismesso da una vecchia zia, che quando vivevo da sola e avevo la casa piena solo di libri la riempiva con tutto il suo splendore, ma adesso che ho il divano, il tavolo e la libreria, mi tocca giocare ai quattro cantoni per trovargli la giusta posizione e far correre dieci metri di prolunga fino alla presa di corrente, che la legge di Murphy funziona anche per gli alberi di Natale.

    La Sacra Famiglia che ricorda il Sacro Romano Impero è geniale. Il 25 dicembre è l’Incoronazione di Carlo Magno e non se lo ricorda mai nessuno. Bisogna che noi grandi scriviamo la lettera a Carlo Magno, che ci porti una cassa di rum, e che si ingeni a trovare la rotta per Cuba e dintorni, mica possiamo aspettare il 1492 di Cristoforo Colombo!

    Invero io un’idea di Natale perfetto ce l’avrei, a parte che lo vorrei con la neve, così per spezzare la tradizione! Un Natale così almeno una volta nella vita ecco sì penso che me lo meriterei.

    Caro Carlo Magno,
    Quest’anno mi sono comportata bene. Ho studiato sempre Storia Medievale e quando mi hanno interrogata ho risposto giusto a tutte le domande. Visto il buon risultato sarei felice se mi portassi un dono. Non serve che passi direttamente, manda pure un messaggero a cavallo, che se parte adesso magari per dicembre arriva. Il messaggero deve recare un proclama che riporti più o meno quanto segue: si annuncia che quest’anno Lapoetessarossa non parteciperà ai solenni festeggiamenti per il genetliaco del Bambin Gesù, ma, dispensata dall’incombenza potrà ritirarsi in una località imprecisata, lontano dai confini dell’Impero, in compagnia di un cavaliere di cui non è dato sapere il nome. Questo è un ordine supremo. Ceralacca e sigillo.

    p.s. 1 se mando una mail a carlomagno@sacroromanoimpero.de dici che arriva?
    p.s. 2 concordo che rum è sempre un ottimo modo di risolvere!

    • rodixidor ha detto:

      Vai a recuperare un mio vecchio scritto. Fa sempre una strana impressione rileggersi a distanza di tempo, una impressione un po’ alienante di leggere come di qualcuno che conosci bene, che ti scrive da un altro tempo più che da un altro luogo. Dovevo essere particolarmente incazzato verso l’area natalizia quell’anno in cui ho scritto queste parole che riconosco e comunque non disconosco. Chissà come sarà invece questo dicembre per me? Non lo so, tutto è possibile, o ancora incazzato come allora o completamente rapito da lucine, regalini ed alberi scintillanti. Tutto è possibile 🙂

      • lapoetessarossa ha detto:

        In medio stat virtus dicevano i latini. Propenderei per una noia un po’ bonaria. O un atteggiamento spiazzante ( senza travestirsi da Babbo Natale). Quanti giorni mancano? 😂

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