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La striscia di asfalto si srotola nel buio sotto l’avanzare della lama dei miei fari nella notte. Mi piace guidare di notte, la strada sembra più amica, la notte ti da l’impressione di avere più tempo e ti lascia percorrere chilometri senza l’affanno dell’arrivare. Poi la radio ti sa far compagnia con musica che sembra fatta per esser ascoltata di notte, come questo pezzo di Chuck Barry che mi sta accompagnando. Ma il carburante della notte è il caffè ed entro nell’area dell’Autogrill per farne rifornimento.

L’inizio mi pare buono. Certo -l’asfalto che si srotola- non mi convince, ma la stradina di montagna si arrampica verso la vetta, il viottolo verso il mare precipita nell’abisso celeste, il vicolo si insinua, la strada in città tesse la sua tela tra un semaforo e l’altro …. No, l’autostrada di notte non può che srotolarsi, la lascio così. Voglio fare un post perfetto, di quelli da minimo 10 “mi piace” e 7 commenti entusiasti. Si può fare. Poi magari il premio miglior blog, recensione, la gloria. Si scrive per quello. Ora però, concentrazione  … La notte fa molto atmosfera ma ora come continuo? Difficile inserire un incontro. Donna misteriosa all’autogrill? Mi sembra un po’ banale. Storia omosessuale con un camionista? Questa troppo audace, avrei poco pubblico bisogna pensare al target. …

Anni luce sopra la sua testa (o sotto, o dopo, non saprei ) Annabelle si sveglia nella sua ampolla di cristallo, lentamente la sua temperatura inizia a salire ed il cuore ad accelerare i suoi battiti:: 35, 40, 60 … il suo corpo adagiato riacquista le funzioni vitali. L’ampolla si scoperchia con uno scatto secco della calotta superiore e Annabelle può allungare gli arti poggiando i piedi nudi sul pavimento e stendendo le braccia oltre la testa.  Sente un’onda percorrerle piacevolmente  le vertebre in tutta la lunghezza della schiena nel suo movimento di stretching. Identica operazione  ma con maggiore velocità ha già eseguito Micia che ora però è sparita chissà dove nell’abitacolo dell’astronave.  Il sistema di sonno-ibernazione viene completamente controllato dal computer di bordo che periodicamente riattiva la sveglia per evitare che una stasi troppo prolungata possa produrre danni a sistemi biologici in ibernazione quali un astronauta ed il suo gatto. Annabelle sa cosa deve fare ora. Riattivazione muscolare-celebrale, ne conosce a memoria il protocollo fatto di esercizi yoga specializzati per il ritorno in vita. Mentre assume  la posizione del loto vede splendere all’orizzonte di fronte a sé la Cintura di Orione illuminata da mille albe e mille tramonti contemporanei. Ha voglia di caffè.

Non è copiato, forse poco originale, ma non copiato. La  letteratura si sorregge su citazioni e continui richiami autoreferenziale ad altra letteratura, ora ci vogliamo scandalizzare se lo facciamo in un blog?  Mettiamo un po’ di musica…

L’Autogrill di notte assomiglia ad una piattaforma spaziale, un vasto spazio semi-deserto illuminato a giorno da una luce fredda, il ronzio dei frigoriferi  di sottofondo, tutta l’atmosfera risulta un po’ aliena. Siamo pochi a popolare quest’oasi stanotte, un po’ stralunati forse perché all’ingresso veniamo abbagliati da una luce troppo forte per chi proviene dal buio. Ci aggiriamo fra banchi di prodotti inutili quanto invitanti, ci diamo un tono davanti a pupazzetti che ci salutano. Non sono camionisti a frequentare un autogrill di notte, quelli magari sono nascosti nei TIR nel parcheggio fuori, raggomitolati nelle loro coperte a dormire per qualche ora. Qui invece un po’ di popolazione mista: il commesso viaggiatore in giacca e cravatta con l’auricolare del telefono all’orecchio, studenti con faccia da Erasmus e zainetto di ordinanza, coppie anziane in trasferte parentali, pornostar. In effetti non so se ci siano fra noi pornostar, ma mi piace pensare che sia così, forse quella bionda giunonica in tuta grigia con i capelli legati accanto al suo prestante accompagnatore in  similpelle, chissà? Saranno mica i Pooh gli unici artisti a giare gli autogrill. Un caffè e le sigarette, questo può bastare, ma attraversando il percorso obbligato verso l’uscita prendo una tavoletta di cioccolata alle nocciole.  Fuori l’aria è fredda. Mi tiro su la chiusura del giubbotto e mentre accendo la sigaretta mi viene in mente Mickey Rourke in The Wrestler. L’orizzonte comincia a schiarirsi.

“Ed è bello ritornare alla vita” recita il cantante della canzone selezionata e che ora il diffusore acustico trasmette in modalità soffusa tra i display della strumentazione e le mille lucine di segnalazione. Annabelle sorregge con entrambe le mani la tazza metallica dalla quale sorseggia il suo caffè lungo. Controlla la strumentazione del navigatore automatico, il simulatore gravitazionale, la rete, la sicurezza. Sembra tutto ok, tra una settimana del suo tempo sarà alla Stazione Spaziale x3122 nel Sistema della Stella Binaria nella Galassia Blu. Una Stazione Spaziale è sempre un porto di mare con tanta gente di passaggio tra un viaggio e l’altro, incontrerà sicuramente qualche vecchia conoscenza oltre naturalmente il collega che prenderà in consegna il cargo. -In fondo siamo solo degli autotrasportatori.-Guarda il buio fuori, gli agglomerati stellari, il disco della Costellazione di Andromeda bellissima. -Da quanto non vedo il Sole sorgere dal pianeta Terra?- Micia le salta sulle ginocchia.

Andromeda_gendler_sm

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5 risposte a Post to post

  1. poetella ha detto:

    io lo finisco di leggre domani…
    ché è lunghetto…e c’ho sonno…

    ‘notte!

  2. graziaballe ha detto:

    stai facendo un corso di scrittura creativa? 🙂

  3. tramedipensieri ha detto:

    E’ fantastico!

    buona serata
    .marta

  4. menteminima ha detto:

    Tu lo sai che Micia era la mia gatta?
    Furuffi che bel post!:-)

  5. MIriam ha detto:

    Fantastico! Leggero e insieme profon do.
    Vero siamo tutti degli autotrasportatori di lunghi percorsi arriviamo su Andromeda veloci piu delle luce e non vediamo un alba o un tramonto del nostro microcosmo

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