Pensieri a pezzetti

E’ un  campo di grano gigantesco, le spighe dorate luccicano su steli alti più di tre metri che ondeggiavano tra la nebbia. Sono completamente immerso nella vegetazione, cerco un varco attraverso questa fitta giungla d’oro  ma sposto spighe che si aprono  su altre spighe, senza soluzione. Il  cielo sopra di me è una nebbiolina opalescente che lascia trapelare opaca la luce del giorno creando l’effetto di un calotta grigia ed uniforme. Nessun punto di riferimento, cammino, cammino  in un paesaggio sempre uguale a sé stesso senza  nessun punto di riferimento. La situazione non è angosciante, mi muovo lentamente in questa atmosfera surreale senza emozioni, con naturalezza. Poi il trillo elettrico della sveglia delle 7 mi riporta a galla. E’ diventato un sogno ricorrente questo del campo di grano, devo segnarmelo, riportarne una descrizione su carta ora, appena sveglio, cercando d non aggiungere nessuna interpretazione al semplice sogno così come mi raccomanda l’analista … ma è più di un anno che non ci vado più.  Bè, me lo segno lo stesso, hai visto mai ci tornassi?
Quale sarà la genesi dei pensieri che si formano all’interno della nostra testa? Forse è sbagliato parlare di genesi, pensare non è creare materia nuova ma solo rimodellare materiale raccolto, operazione che il nostro cervello fa senza mai fermarsi. Rielaboriamo ricordi, letture, parole sentite, lezioni, parole ascoltate di sfuggita, rubate, tutto dentro di noi alla rinfusa come materiale plastico in un grande calderone in cui rimestiamo in continuazione ed il nostro cervello rimodella, tira fuori dal calderone materiale caldo e disomogeneo che raffreddandosi prende forma per diventare un nostro pensiero, un nostro sogno, qualcosa che sentiamo intimamente personale ma che invece è fatto di materia universale. Ci sembra di aver generato qualcosa di nuovo ma la materia è sempre la stessa. Come l’umanità, quanti siamo ? 6 miliardi ? Nascono nuovi bambini in continuazione ma la materia di cui son fatti è sempre la stessa, lo stesso carbonio, le stesse molecole, la stessa materia che formava l’umanità dell’epoca di Giulio Cesare che attraverso il nascere ed il morire di generazioni ritorna  …. Ci devo pensare ancora su questa cosa ma non adesso, ora sono impegnato ad osservare un biscotto che affoga nel latte e caffè.
Rosso al semaforo. Marchionne era il nome di uno dei Re Magi ? Forse mi confondo, però Epifani era il segretario della CGIL, di questo son sicuro.
Una mattina di lavoro persa appresso ad una class-exception stupida, mi pare troppo, ho bisogno di un caffè. Alla macchinetta dispensatrice un gruppetto di colleghi, anche loro lì per una boccata d’aria più che per il caffè.  C’è Ella, quella dell’ufficio Amministrazione, dispensa sorrisi dai suoi occhioni con un filo di trucco, i capelli castano raccolti sulla nuca con l’ausilio di una matita, molto vezzosa, molto contenuta nella sua camicia chiara, domina tutti dal suo mezzo tacco blu.  E’ di una bellezza supponente che elargisce con stile. La bellezza supponente è quella che dice: “Lo so che sono una gran figa, ma faccio finta di non saperlo”.
Odio le citazioni, non mi va mai di riportarle, poi ho anche una cattiva memoria e non le saprei mai riportare correttamente. Però in testa ricorrono spesso le citazioni, specie nel campo musicale. Ovviamente nel campo musicale, lì son sempre citazioni. Così anche se non sai cantare in testa spesso riappare una canzoncina che suona da sola nel juke-box dei tuoi ricordi. Come ora. Come quella foto in cui sorridevi e non guardavi.
Stasera faccio un salto sulla luna. Quando è piena e sta sorgendo sembra vicinissima, grandissima e vicinissima. Quanto sarà distante? 7 leghe? Bò … magari prendendo una bella rincorsa riesco. Vado a recuperare il mio senno nell’ampolla oppure a depositarla, non so. Sicuro i miei AIUTO non avranno alcun suono nello spazio siderale.

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9 risposte a Pensieri a pezzetti

  1. gialloesse ha detto:

    pensieri dici ? poesie.

  2. germogliare ha detto:

    Tu prendi la rincorsa che riesci, riesci.

  3. penna bianca ha detto:

    Dal campo di grano alla luna, dai sogni all’ ufficio… Di bello c’è che scrivi così bene che ci si perde volentieri.

  4. turquoise66 ha detto:

    Materiale caldo e disomogeneo che raffreddandosi prende una bella forma scritta. Un flusso di coscienza impetuoso che diventa prosa scorrevole, dominato dagli argini di una elegante ironia.

  5. kalhos ha detto:

    Trovo sempre stimolante leggerti…

  6. poetella ha detto:

    bello.
    Però…posso?
    E’ un campo di grano gigantesco, le spighe dorate luccicano su steli alti più di tre metri che ondeggiavano tra la nebbia.
    non sarebbe meglio
    “E’ un campo di grano gigantesco, le spighe dorate luccicano su steli alti più di tre metri che ondeggiano tra la nebbia.”

    no?
    (ok…continuo a leggere…)

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