Ettore

Così disse e meditava oltraggi orrendi per il
nobile Ettore: 
gli forò di dietro i tendini di tutti e due i piedi, /
tra il calcagno e il malleolo, e passò due cinghie
di cuoio / e lo legò al carro, lasciando trascinare la testa,
e, salito sul carro, caricandovi le armi bellissime, /
 frustò i cavalli perché partissero,  
e quelli volentieri volavano. 
Dal corpo trascinato si levò una nube di polvere, /
si scompigliarono i capelli scuri e nella polvere /
giaceva la testa, bellissima un tempo, ma allora Zeus /
concesse ai nemici di offenderlo nella sua patria.  
Così la testa si riempiva di polvere; la madre /
si strappò i capelli, gettò via il fulgido velo, /
lontano, e piangeva moltissimo, vedendo il
figlio; gemeva il padre, da fare pietà, e il popolo
intorno / nella città era preda del pianto e dei
gemiti.

Omero
(Iliade, libro XXII, vv. 395-409)
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3 risposte a Ettore

  1. turquoise66 ha detto:

    Meno male che questa storia l’ha scritta Omero e non il vincitore.

  2. sinedie ha detto:

    Agghiacciante crudeltà, uso comune nel genere umano infierire sul vinto, distruggerne i lineamenti, renderlo marcio e sformato…Ettore allora, Gheddafi oggi, Mussolini l’altro ieri.
    Questo pianeta da sempre.

  3. stileminimo ha detto:

    E Omero mica andava tanto per il sottile, per questo io penso non è ancora morto. Può essere?

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